Trasporti
Tre giudici vanno via, processi a rischio
Il procedimento che riguarda la morte di Irene Del Monte potrebbe ricominciare da capo
MASSA. I tre giudici che hanno ottenuto il trasferimento sono già con le valigie in mano e si apprestano a lasciare il tribunale di Massa entro la fine di settembre. Si tratta del gup Antonia Aracri (destinata a Lucca), Fabrizio Garofalo della sezione penale (andrà a La Spezia) e Giampaolo Fabbrizzi della sezione civile (a Lucca anche lui). È un brutto colpo questo per la giustizia apuana, che si vedrà privata di tre pedine fondamentali. L’Aracri è giudice dell’udienza preliminare (e quindi ricopre anche l’incarico di gip), per molto tempo lo ha fatto da sola eppoi è stata affiancata dal collega Alessandro Trinci (poi messo a disposizione della sezione penale) e da Ermanno De Mattia, una volta portato a termine il suo incarico al ministero della Giustizia (era stato chiamato a Roma da Cosimo Ferri appena nominato sottosegretario); Garofalo è giudice monocratico e in questi anni ha smaltito una vastità di processi che ha ereditato, lavorando anche il sabato. Eppoi Fabbrizzi che insieme ai colleghi del civile ha portato in questi anni la durata dei procedimenti da sette anni a tre anni e mezzo.
Garofalo non andrà via del tutto perché chiederà l’applicazione per il processo sulla caida dei Poggi che vede alla sbarra i fratelli Mattia e Pablo Ricci e Thomas Quadrella. Sono tutti e tre detenuti e quindi non avrà alcun problema. Così come non avrà problemi per chiedere l’applicazione per un altro procedimento collegiale che riguarda un’altra persona detenuta. Il processo che rischia di ripartire da capo invece è un altro: quello al pediatra Giorgio Biava, accusato di omicidio colposo per la morte della piccola Irene Del Monte. A dicembre è prevista l’udienza con la deposizione dei due super periti nominati dallo stesso Garofalo. Eppoi bisognerà correre perché se si va al 2017 la difesa del medico potrebbe chiedere di ripartire da capo. Con un altro giudice perché di nfatto Garofalo non potrebbe più chiedere di essere applicato.
Intanto il Csm ha pubblicato il bando per due posti di giudice al tribunale di Massa: uno al civile e uno al penale, quindi il terzo posto resterà vacante fino al prossimo bando. A patto che qualcuno presenti domanda per questi due posti. Altrimenti bisognerà fare buon viso a cattivo gioco e arrangiarsi con le forze di cui si dispone.
Pure a livello strutturale si fa fatica a far funzionare la macchina giustizia ai piedi delle Apuane (problema nazionale, però): il controsoffitto venuto giù per le infiltrazioni un anno fa resta incompiuto. E il motivo lo spiega il presidente Failla: «Per i lavori di manutenzione abbiamo a disposizione diecimila euro all’anno. Non abbiamo i fondi per mettere a posto l’aula di corte di assise. Mi dispiace, ma non ce la facciamo. È davvero brutto vedere quell’ala inaccessibile», aveva detto il presidente Maria Cristina Failla.
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