Il dolore
Tir del Sagro, il giallo dei due protocolli
L’allarme di Sos Carrara: secondo la versione della Provincia ci sorbiremo i camion in centro città per cinque anni
CARRARA. Due versioni del Protocollo di intesa per l’accesso alle cave del Sagro. Due testi discordanti proprio riguardo a quello che sicuramente è uno dei tasti più dolenti dell’intera vicenda, ovvero la “durata” della deroga che sospendendo l’ordinanza che vieta il passaggio dei camion dal centro di Carrara consentirà il ritorno dei mezzi pesanti sulle strade cittadine. La segnalazione arriva direttamente da Sos Carrara, il comitato promotore della battaglia sulle polveri sottili, la querelle legale che dopo un contenzioso durato anni ha portato tra le altre cose all’obbligo del lavaggio dei bisonti del marmo nonché – grazie anche all’apertura della Strada dei Marmi - alla loro “estromissione” dai circuiti stradali cittadini. Gli attivisti del comitato segnalano appunto di aver trovato due versioni della bozza di protocollo concordata tra Provincia, comune di Carrara, comune di Fivizzano ed Ente Parco delle Apuane. Il riferimento è all’ormai celebre documento proposto da Palazzo Ducale per “salvare” le cave del Sagro, dove dal 2012 a oggi, in violazione alle norme regionali e locali, si sono accumulate tonnellate di detriti che non sono stati asportati per via dell’inagibilità della strada da Fosdinovo. L’amministrazione provinciale ha chiesto di autorizzare il transito da Carrara dei camion incaricati di smaltire il materiale di risulta, in attesa che venga costruita una strada interna ai bacini marmiferi che risolva definitivamente il problema. In via "ordinaria" gli unici mezzi autorizzati a transitare dal centro sono quelli adibiti al trasporto dei blocchi provenienti sempre dai siti ai piedi del Sagro. Il caso, e il protocollo a esso dedicato, sono stati al centro di un infuocato dibattito estivo e la scorsa settimana anche il consiglio dei Cittadini di Carrara centro ha organizzato un'assemblea ad hoc, che ha riscosso un'ottima partecipazione di pubblico, lanciando un messaggio molto chiaro. E cioè che il problema non è soltanto il ritorno dei camion a Carrara ma soprattutto la sostenibilità dei siti estrattivi del Sagro, sia per il loro alto impatto ambientale - le cave sorgono all'interno del Parco delle Apuane - sia per la scarsa qualità del marmo che da lì si estrae. A complicare ancora di più le cose la "scoperta" di Sos Carrara: il testo del protocollo scaricabile dalla pagina web del Comune di Carrara è diverso da quello che si trova sul sito dell’amministrazione provinciale. Degli otto articoli che compongono il documento uno in particolare, il numero 7, cambia a seconda delle versioni. Nel testo pubblicato dal municipio, l’articolo 7 si riferisce al “Monitoraggio” e recita: «Il presente protocollo e la sua attuazione verranno sottoposte a un monitoraggio semestrale, attraverso gli strumenti di collaborazione di cui all’articolo precedente, al fine di individuare eventuali criticità nella realizzazione dello stesso». Nel testo pubblicato dalla Provincia, l’articolo 7 parla di “Durata” e recita: «Il presente Protocollo ha durata di cinque anni dalla stipula e può essere prorogato con l’assenso di tutti i soggetti». A questo punto Sos Carrara si chiede quale sia la verità e, preso atto delle dichiarazioni del presidente della Commissione Marmo Cristiano Bottici (Pd) segnala che ormai le versioni sulla durata del protocollo sono almeno 3: quella della provincia che parla di 5 anni, quella del comune che si riferisce a un monitoraggio semestrale, e quella di Bottici che parla di sei mesi senza proroghe. Alla luce dell’esperienza maturata negli anni della battaglia delle polveri, Sos Carrara teme che qualcuno voglia «fregare di nuovo i cittadini con i soliti giochetti non chiari».
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