Il Tirreno

Tasi e Tarsu più basse per far crescere il commercio in città

Tasi e Tarsu più basse per far crescere il commercio in città

“Non solo liberalizzazioni”: l’amministrazione di Massa fa il punto su tutte le agevolazioni per i negozi. «Qui il settore va»

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MASSA. «Agevolazioni fiscali per chi affitta negozi e capannoni, tasse diminuite per famiglie e imprese, specifiche misure di sostegno per le attività montane, supporto alle iniziative di auto organizzazione e promozione della città da parte degli operatori commerciali, miglioramento della qualità del decoro urbano e soprattutto, dopo 35 anni, un nuovo regolamento urbanistico che recuperando standard e favorendo il recupero migliori la qualità urbana e quindi le potenzialità attrattive del territorio».

L’amministrazione Volpi elenca così tutte le azioni messe in campo per sostenere il commercio in città e nei paesi montani. Non solo liberalizzazioni delle destinazioni d'uso, dunque (ossia quella manovra annunciata per favorire l’apertura di attività commerciali in spazi – vedi banche e uffici – non più utilizzati), nella politica pro-commercio della giunta. Una politica, rivendica una nota dell’amministrazione stessa, che sta dando i suoi frutti.

Una delle “armi messe in campo in questi tre anni è stata la leva fiscale: in tema di Imu e Tasi è penalizzato chi lascia i fondi sfitti con un'aliquota maggiorata , mentre la Tasi «è stata costruita in modo da favorirne la deducibilità fiscale contrariamente a quanto accaduto in altri comuni». La tassa rifiuti è stata ridotta «sin da subito per alcune categorie economiche» In sostanza: gli alberghi mentre dal 2014 è stata introdotta la riduzione del 30% della tassa rifiuti per le attività commerciali che operano nelle zone collinari e montane con l’obiettivo di evitare la chiusura dei negozi nei paesi. «E nel 2016 – si vanta poi l’amministrazione guidata da Volpi – è stato raggiungo lo straordinario obiettivo di abbassare del 10% la tassa rifiuti, destinando tutto il recupero dell'evasione alle attività economiche del territorio, a ridurre quella delle utenze domestiche ed avviare il porta a porta partendo dal centro città nella convinzione che questo sistema di raccolta possa migliorare in tempi brevi il livello di decoro del centro storico e favorire chi vi opera con l'attività al pubblico».

Ma c’è stato altro oltre la leva fiscale – sostiene il Comune – nella politica condotta dall’assessorato alle Attività produttive guidato dall’assessore Gabriele Carioli: «Stanno decollando definitivamente i centri commerciali naturali (Ccn) di Massa e di Marina che anno dopo anno sono riusciti a costruire una programmazione ed una sinergia capace di attirare in città molte persone ed attenuare quei fenomeni di abbandono così, purtroppo, diffusi in molte città della Toscana».

E i risultati – aggiunge – ci sono . Secondo i numeri forniti dalla Camera di Commercio, a Massa il saldo tra imprese che nascono e imprese che chiudono anno su anno è positivo, con un dato leggermente migliore di quello nazionale e provinciale, a dimostrazione che una certa attrattività il nostro territorio la conserva nonostante le prolungate e pesanti crisi occupazioni». Gli stessi dati, però segnalano un problema: nell’arco di tre anni le cessazioni sono pari ad oltre il 30%. Siamo dunque di fronte a un tasso di sopravvivenza dei nuovi negozi molto basso. Che fare, quindi? Continuare con le agevolazioni fiscali, risponde il Comune, ma tenendo però conto che «non sarebbe corretto né utile scaricare su chi lavora da anni o sulle famiglie dei consumatori gli incentivi per le nuove attività». Bisogna dunque aprire «una seria riflessione su cosa abbiano realmente portato in dote i molti programmi di agevolazioni per le nuove attività commerciali e si dovrebbe provare ad immaginare un ruolo di consulenza diverso anche da parte delle associazioni di categoria che orientino, in un mondo naturalmente liberalizzato, le attitudini imprenditoriali dei giovani verso progetti che abbiano una reale possibilità di successo. Il tutto tenendo conto che alcuni fattori decisivi per il commercio, come il diminuito consolidato potere di acquisto delle famiglie, trovano risposte fuori dalle competenze amministrative».

Comunque, conclude l’amministrazione anche in replica a diverse critiche arrivate sul tema, «la nostra parte la faremo con l'adozione finale del Regolamento urbanistico che consentirà, fra l'altro, di dare maggior libertà a chi vuol fare impresa, e, ricordando i negozi nelle frazioni di Forno o Pariana, potrà consentire iter semplificati per adeguare l'offerta commerciale all'esigenza delle comunità locali».

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