Il Tirreno

Le rubano le foto e le mettono online

Le rubano le foto e le mettono online

Anche una ragazza massese vittima di un episodio di hackeraggio. Ma sono tanti i casi di truffe e raggiri su Internet

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MASSA. Non capita soltanto ai vip di farsi rubare fotografie intime e vederle pubblicate online, a disposizione di chiunque. Anche una trentenne massese ha scoperto qualche settimana fa che le avevano preso degli scatti personali e li avevano messi in rete su un sito per uomini in cerca di avventure. La giovane ha presentato una denuncia contro ignoti e sono partite le indagini della polizia postale: per ora si cerca nella cerchia degli amici più stretti. Ma non è detto che il colpevole si nasconda tra loro. E quindi quello degli agenti sarà un lavoro lungo e delicato. Ma è soltanto uno dei tanti casi di disavventure telematiche che si registrano in questi tempi di connettività sfrenata.

Le denunce più ricorrenti sono quelle relative ai furti di identità su Facebook. L’ultima è quella di un cinquantenne che ha scoperto che qualcuno ha preso delle sue fotografie e ha aperto un profilo con un nome diverso dal suo. È stata la moglie ad avvisarlo, dopo aver indagato per capire se era uno stratagemma del consorte per trovare altre donne fingendosi single. Lui ha negato e ha presentato un esposto per scoprire chi è stato a fargli questo scherzo.

Ma c’è anche chi è caduto in una truffa vera e propria per colpa di Facebook, anche se sarebbe meglio fare un mea culpa. Sono diversi gli uomini che hanno chiesto aiuto alle forze dell’ordine dopo aver pagato migliaia di euro per non vedere pubblicato un video dove si mostrano nudi. Ecco come succede: si viene contattati da un profilo di una ragazza avvenente. Straniera. Un fake, quasi certamente. La giovane lusinga la vittima di turno. Dopo i primi messaggi privati sul messanger in molti accettano di giocare un po’ con quella lolita. E si cade in una truffa che in alcuni casi ha fatto scucire cinquemila euro per non vedere il filmino che lei gira mentre si videochiamavano con Skype. Alla postale di casi come questo ce ne sono almeno una decina. Chi c’è cascato si è mostrato come mamma lo ha fatto. Risultato? È stato registrato e poi ricattato: «O mi dai i soldi oppure metto queste immagini sulla tua pagina Facebook». Il costo per questa debolezza, come detto, è stato di qualche migliaio di euro. Occhio a chi date fiducia perché davvero questa è gente che per i soldi è pronta a rovinarvi la reputazione.

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