Ditta Costa, futuro incerto dipendenti preoccupati
Dopo la sospensione della mobilità per i 50 operai su richiesta della Regione l’azienda ha bloccato tutti gli investimenti. E la crisi ad Aulla peggiora il quadro
ALBIANO MAGRA. La crisi politica che ha investito il Comune di Aulla, con la defenestrazione dalla poltrona di sindaco di Silvia Magnani, ha tenuto banco per settimane, facendo dimenticare tutto il resto. Ma in quest'ultima categoria sono compresi anche i 50 lavoratori della ditta Costa ad Albiano Magra, letteralmente dimenticati da tutti in una vicenda dove certa politica non è uscita davvero bene dopo anni di sottovalutazione del problema rappresentato dalla difficile convivenza fra la ditta che lavora rifiuti e la popolazione di Albiano, una parte rilevante della quale è sul piede di guerra da anni per i miasmi emessi dall'azienda e continua a chiedere, attraverso il blog "Uniti per Albiano, che venga annullata la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in capo alla Provincia di Massa Carrara.
Alla fine, però, con la ditta Costa chiusa a seguito del rogo del 31 luglio scorso, il secondo in meno di 10 mesi, a rimanere con un pugno di mosche in mano sono proprio loro, i lavoratori, molti dei quali monoreddito. Su richiesta della Regione Toscana, la proprietà della Costa Mauro aveva deciso di sospendere le procedure di mobilità per i circa 50 addetti che si occupano del trattamento e della gestione dei rifiuti, procedure che erano state avviate a seguito della decisione della Provincia di non concedere una ulteriore proroga all'esercizio dell'attività per la ditta Costa. La chiusura degli impianti pareva inevitabile e, poi, arrivò il ripensamento dell'azienda. Ma questa pur buona notizia (la sospensione delle procedure di mobilità) non consente davvero agli operai di dormire sonni tranquilli. Anzi.
Infatti, pare che alcuni di questi si stiano "bruciando" le ferie. Una situazione all'insegna dell'ansia e della preoccupazione per il futuro, che appare davvero come un'incognita, visto che non ci sono novità dal tavolo regionale sulla questione. E, come se non bastasse, il patron Mauro Costa non avrebbe nemmeno ancora fatto domanda per la sistemazione del capannone maggiormente danneggiato dal fuoco domenica 31 luglio, quello in cui venivano lavorate carta e plastica.
D'altronde, c'è da comprendere anche le esigenze della proprietà, che prima di fare investimenti, evidentemente è in attesa di garanzie per il futuro. "Potrò ancora lavorare ad Albiano? E se non ad Albiano, dove?": questi gli interrogativi che Mauro Costa, con tutta probabilità, si sta ponendo C'è, però, una sensazione si fa strada negli ultimi giorni, ovvero che si muoverà ben poco fino alle nuove elezioni ad Aulla, in programma per fine maggio o inizio giugno del 2017.
Gianluca Uberti
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