Sicurezza
Un progetto da 3 milioni per salvare il Politeama
La presentazione ieri nella riunione dei condomini, tra cui il Comune Per i lavori di consolidamento statico dell’immobile servirebbero 9-12 mesi
CARRARA. Torri e martinetti per alleggerire i pilastri più fragili del carico della struttura, inserimento nelle fondazioni di fasce di carbonio e ancora rafforzamento delle volte con fibre di basalto, il tutto per un adeguamento statico da 980 euro a metro quadro. È questo la ricetta messa a punto dalla Sintecna per il Politeama, in un progetto da quasi 3 milioni di euro. Il Politeama ha, infatti, bisogno di un adeguamento statico che consolidi pilastri, fondazioni e volte e permetta dopo sette anni di sgombero, il rientro di tutti i condomini e perché no, la riapertura del Teatro Verdi.
Anche per questo Sintecna, la ditta che ha firmato il progetto di ristrutturazione, ha previsto opere che tengono conto anche delle esigenze di “apertura al pubblico” di alcune parti dell’edificio, in un intervento del costo di quasi 3 milioni di euro realizzabile in 9-12 mesi. A illustrare il progetto ai condomini è stato l’architetto Walter Ceretto che insieme all’ingegner Paolo Napoli ha studiato il palazzo e individuato gli interventi per “salvarlo”. La prima buona notizia è che non c’è la necessità di un adeguamento sismico: una volta effettuata la ristrutturazione “statica” del palazzo Centrale, questo sarà fruibile sia nella sua parte riservata alla residenza privata sia negli spazi – come il foyer e la sala Germinal – ad accesso pubblico. Il progetto, va precisato, non riguarda il corpo del Teatro se non per le sei colonne del foyer che il Verdi “condivide” con il Politeama Centrale. Gli interventi più consistenti e tecnologicamente avanzati riguarderanno proprio colonne, fondazioni e volte. Sui pilastri sarà applicato il metodo già utilizzato nella Basilica di Colle Maggio all’Aquila, devastata dal terremoto del 2009, e sulla Cappella del Guardini di Torino, quella per intenderci sotto la quale è conservata la Sacra Sindone. Si tratta di un sistema che prevede l’installazione di una torre provisionale accanto alla colonna: grazie a un sistema di martinetti idraulici il pilastro viene “scaricato” del peso che normalmente sopporta in modo da consentirne il consolidamento. Le opere sulle fondazioni partiranno dall’alto verso il basso e contempleranno l’inserimento di una serie di fasce di carbonio o basalto a rafforzamento delle strutture. Gli stessi materiali saranno utilizzati per allentare le tensioni sulle volte, insieme alle catene che verranno sostituite e rimesse in tensione.
«In questo modo adegueremo il palazzo Centrale alle norme statiche» ha garantito l’architetto Ceretto ai (pochi) condomini che hanno partecipato alla presentazione del progetto. Sono previsti inoltre interventi quali la riorganizzazione dei soppalchi del V piano, una serie di prove di carico sulle volte dissestate dal crollo di via Roma e l’inserimento di cuciture metalliche per ancorare la scala al confine con il condominio di via Mazzini. «Per effettuare questi lavori dovremo rimuovere intonaci, pavimenti, inframezzature e in qualche caso anche gli impianti» ha avvisato il professionista, precisando che i rivestimenti di pregio storico-artistico come il parquet della sala Germinal, saranno conservati, numerati e ri-installati. Per gli interventi strutturali servirà 1 milione e 690 mila euro: questo significa che con l’aggiunta di spese tecniche, per la sicurezza e dell’iva, il totale da sborsare per “salvare” il Politeama Centrale sfiorerà i 3 milioni di euro. I costi saranno a carico dei condomini, incluso il Comune, “proprietario” della sala Germinal. I curatori del progetto hanno stimato un costo a condomino di 980 euro al metro quadro, cosa che per qualcuno significa “risborsare” la metà di quanto pagato per l’acquisto dell’immobile. La ristrutturazione del Centrale potrebbe essere completata nell’arco di 9-12 mesi, tenendo conto degli imprevisti che potrebbero spuntare durante i lavori. Prima però l’assemblea dei condomini dovrà affidare ufficialmente l’incarico, cosa che ancora non è stata fatta per via delle note controversie interne legate anche al processo penale in corso per accertare le responsabilità del cedimento nel giugno 2008 di alcune colonne della parte centrale e del crollo dei 3 solai avvenuto nel marzo 2011 nell’ala di via Roma.
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