Attenzione
Venti per classe: una limitazione che pochi rispettano
VILLAFRANCA. Un pasticcio divenuto un caso mediatico. Un problema risolvibile con il buon senso e la buona volontà trasformatosi in un esempio di “burocrazia che ingessa la scuola (e tutto il settore...
VILLAFRANCA. Un pasticcio divenuto un caso mediatico. Un problema risolvibile con il buon senso e la buona volontà trasformatosi in un esempio di “burocrazia che ingessa la scuola (e tutto il settore pubblico)”. Quando il preside della Baracchini ha detto no all’iscrizione del ragazzo, lo ha fatto facendo riferimento alla legge. Al Dpr numero 81 del 2009 che, all’articolo 5 intitolato “Classi con alunni in situazione di disabilità”, chiarisce, al comma 2, che il numero degli alunni nelle classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado che accolgono alunni diversamente abili non può superare il limite di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili”. Ha dato, insomma, una interpretazione restrittiva della norma senza “esplicitare” come invece chiede il Dpr, la necessità di tale limitazione. E, soprattutto, pare non avere preso in considerazione un altro articolo, il numero 4 comma 1 dello stesso Decreto, che prevede la possibilità di deroga “in misura non superiore al 10 per cento, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun tipo e grado di scuola…”. Cioè i 20 alunni possono diventare 21 o anche 22. Ora, tale limitazione è stata prevista per garantire una buona attività nelle classi con portatori di disabilità. E l’intenzione del preside della Baracchini era senz’altro quella di tutelare la buona didattica in quella classe.
Il fatto, però è che questo tetto alle classi, peraltro più volte raccomandato da circolari del ministero, viene tranquillamente disatteso in centinaia di classi della scuola italiana. Anche nella stessa prima classe in cui sarà iscritto il ragazzo in questione: il preside RobertoCecchi aveva infatti, prima della richiesta di questo ragazzo proveniente da una sciuola della Garfagnana, derogato e autorizzato l’aggregazione di altri tre alunni, facenmdo salire a 23 il totale degli studenti. Un’altra iscrizione, aveva però argomentato, avrebbe comportato lo sdoppiamento della classe con un ingiustificato aggravio dei costi pubblici.
Già la direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi si era opposta al rifiuti dell’iscrizione del ragazzo. Spedendo un perentorio invito al preside perchè procedesse all’iscrizione in quanto l’alunno è residente nel Comune di Villafranca e proveniente da una scuola (il comprensivo di Piazza al Serchio) che ha rilasciato il regolare nulla osta. Un “invito” e non un ordine di servizio – ha spiegato la dottoressa Buonriposi – perchè è competenza del direttore regionale, che “comanda” i presidi fare un ordine di servizio. Quello che è arrivato nel pomeriggio.c.f.
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