Il Tirreno

Cent’anni di due ruote E la Gilera chiedeva consigli a Petrocchi

di Aldo Antola
Cent’anni di due ruote E la Gilera chiedeva consigli a Petrocchi

Allo “Stradone” un negozio-officina che produceva biciclette (anche per il Giro d’Italia) e poi preparava moto da corsa

5 MINUTI DI LETTURA





MASSA. È un “mito” per Massa la Concessionaria Gilera di Petrocchi: per moltissimi anni i due nomi sono stati indissolubilmente legati (anche adesso malgrado l'assorbimento Piaggio) ed in questo modo riconosciuti. In città se parlavi di Petrocchi si intendeva il negozio di Moto Gilera. Una volta, a Massa, ogni quartiere era segnato da una personalità, un cognome noto legato ad attività commerciali o imprenditoriali significative. E nello Stradone, lungo l'attuale Via Prado e via Democrazia fino alla zona del vecchio ospedale ed ai confini con Turano, quel nome era Petrocchi. Perchè a Massa Tarquinio Petrocchi, classe 1902 ha regnato per quasi un secolo ( scomparso nel 2002) e per oltre metà è stato identificato nelle biciclette che costruiva, poi affiancato al nome Gilera, il motore che ha fatto sognare gli italiani e che soprattutto emanava fascino sportivo incredibile.

Ci racconta le vicende della dinastia l'ultimo Petrocchi, figlio di Pierpaolo Petrocchi e nipote di Tarquinio e che non poteva che avereon il nome del nonno, come usanza vuole: Tarquinio Petrocchi. «La nostra storia – inizia il giovane Tarquinio mentre la sua collaboratrice più diretta, la moglie Brunella Nari partecipa con discrezione – negli anni 1920-21, quando il nonno lavorava a Livorno, in una officina. Nel ci fu il congresso Socialista che culminò con la scissione e la nascita del Pci , a cui seguirono scioperi e manifestazioni. Il nonno, per evitare problemi, decise di venir via e di aprire una specie di officina, insieme al fratello Onorio, proprio qui – indica una casa nei pressi dell'incrocio fra via Prado e via Democrazia – e iniziarono a costruire biciclette, le “ Biciclette Petrocchi”. E poco dopo quella curva già veniva identificata come “curva da Petrocchi” come riferimento. Diverse delle sue bici parteciparono anche al Giro D'Italia. Poi il nonno rimase solo perchè il fratello aveva trovato lavoro come manutentore idraulico all'ospedale, era un lavoro sicuro e decise così. Anche se poi nel tempo libero era sempre in officina a dare una mano».

In quegli anni Tarquinio venne contattato da Giuseppe Gilera che visitava la Toscana alla ricerca di collaboratori, per le sue concessionarie. Era intorno agli anni 1923. A Gilera piacque il modo di lavorare di quel giovane e l'affare fu subito concluso. «Ma al nonno piaceva fare di tutto – continua Tarquinio - essere impegnato su diversi fronti che potevano sviluppare le sue qualità, le sue fantasie. Certo il rapporto con Gilera e la famiglia ebbe la precedenza. Giuseppe Gilera non mancava mai di chiedere consigli al nonno, lo invitava ad Arcore per suggerimenti o per chiedergli il parere su cose tecniche (è risaputo che Giuseppe Gilera si era fatto da solo e già con la fabbrica piena di ingegneri e progettisti molto spesso cercava consigli pratici), lo portava in sala riunioni anche quando stavano progettando la famosa 500 a quattro cilindri. Una volta andarono a Monza per le prove con l'ingegner Taruffi. Io stesso – confessa Tarquinio nipote- da piccolo ho conosciuto Giuseppe Gilera e ricordo anche i suoi chiacchiericci col nonno ed il babbo. Insomma i Gilera ed i miei erano diventati anche amici. Ricordo per esempio, quando nella nostra officina si fermavano motociclisti stranieri o con mezzi stranieri, ed erano molti edil nonno li studiava, li spiava e cercava di vedere le differenze per proporle poi ad Arcore ai Gilera. Anche da questi fatti si è cementificata ulteriormente l'intesa».

Poi dopo la guerra, la sede della Petrocchi si è spostata, anche se di pochi metri. «La famiglia era sfollata in Emilia -continua il giovane Tarquinio - e al termine del conflitto riprese la sua attività. Però ora c'era bisogno di più spazio per l'officina ed anche per la famiglia che era cresciuta, così è stata costruita questa casa ( sui due piani rialzati gli appartamenti ed il negozio con l'esposizione, sotto molto spaziosa l'officina)».

Nel salone espositivo campeggiano oggii scooter moderni ma anche Moto Gilera d'epoca, coppe e trofei, grandi fotografie di motociclisti d'epoca. « I trofei – dice ridendo Tarquinio– sono il frutto delle mie passioni giovanili, vittorie di Enduro ( gare motociclistiche di regolarità in strade aperte al traffico) e Trial ( forse l'unico sport motociclistico dove la velocità non è il parametro più importante, meglio l'abilità del pilota)». Poi vedendo altre marche esposte intuisce la nostra richiesta. “ Beh, finito il ciclo Gilera per la crisi e l'assorbimento del gruppo Piaggio ( 1969) abbiamo dovuto aprire ad altre marche, siamo concessionari da 30 anni della Beta Motor, ma poi abbiamo l'Aprilia, Honda ed altri prodotti Piaggio».

Insomma, a una vita a pane e motori. «Ho cominciato in officina fisso a 14 anni – dice con la serenità di chi è soddisfatto della scelta di vita – mentre andavo anche a scuola, però già prima quando avevo 8-9 anni il nonno mi portava con sè nelle banche per farmi conoscere i movimenti del denaro mi insegnava cos'erano le tratte oppure quando dovevo fare versamenti. Diverse volte mi mandò con rotoli di banconote a fare depositi o pagamenti». Poi ride: «Una volta non capendo bene dove passare, ero molto piccolo, mi infilai in una porta e mi ritrovati davanti due mitra con i carabineri, mi spaventai e corsi indietro. Poi mi spiegavano che c'era in corso un grosso prelevamento per gli stipendi di una fabbrica».

Alla Petrocchi Motori Gilera si può andare sul sicuro, il personale tecnico cresciuto a pane e motori e quello amministrativo nelle scartoffie delle banche sono una garanzia. E per il futuro? « Al momento non ci sono eredi (Tarquinio ha due figlie, laureate e già indirizzate in altre strade) e non ho preso decisioni ma ho già qualche idea per come far proseguire l'attività Petrocchi-Gilera» .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa