La manifestazione
Bernardi: una scelta votata dal consiglio Questa è democrazia
CARRARA. Bernardi, uno contro tutti sulla questione delle cave del monte Sagro: «Il protocollo è stato approvato da commissioni, consiglio comunale e giunta. Questa, anche se non vi piace, è la...
CARRARA. Bernardi, uno contro tutti sulla questione delle cave del monte Sagro: «Il protocollo è stato approvato da commissioni, consiglio comunale e giunta. Questa, anche se non vi piace, è la democrazia». Ha avuto il merito di metterci la faccia, presentandosi da solo in una sorta di uno contro tutti sul tema caldo dell’estate, Massmiliano Bernardi, assessore all’Ambiente del Comune di Carrara. L’ex militante di Rifondazione che proprio in questi giorni ha annunciato una sua lista civica in vista delle elesaioni, è stato il solo esponente del fronte del “si” al Protocollo d’Intesa proposto dalla Provincia per “salvare” le cave del Sagro a partecipare all’appuntamento sul tema organizzato dal consiglio dei Cittadini di Carrara Centro. La sua disponibilità non gli ha risparmiato però le contestazioni.
In apertura di dibattito l’assessore all’Ambiente ha fatto il punto dello stato di avanzamento del protocollo che dovrebbe autorizzare il ritorno dei camion a Carrara. A fine 2015, lo ricordiamo, l’amministrazione provinciale ha chiamato a raccolta gli enti interessati (comuni di Carrara e Fivizzano e Parco delle Apuane) per affrontare la questione delle cave del Sagro: causa inagibilità della strada per Fosdinovo, dal 2012 a oggi in quei siti estrattivi si è accumulata una quantità di detriti tali da impedire il rilascio delle certificazioni ambientali. Enti e istituzioni avevano a disposizione due opzioni: non rilasciare più le autorizzazioni e chiudere quelle attività o trovare una soluzione alternativa. Il protocollo d’intesa è stato costruito su questa seconda ipotesi con la proposta di realizzare una via di arroccamento interna alle cave che colleghi le cave ai piedi del Sagro al bacino di Torano e da lì alla strada dei marmi. Nel frattempo, l’amministrazione, dovrebbe autorizzare il transito dei mezzi dalle sue strade, ma solo per il tempo necessario a realizzare la via di arroccamento, vale a dire sei mesi.
Bernardi ha ricordato che il tema è stato affrontato, a partire dal dicembre 2015, in una serie di commissioni, è approdato a giugno di quest’anno in consiglio comunale ed è stato discusso in giunta precisando che «a oggi il però non è ancora stato firmato e i camion non possono passare».
Una rassicurazione che non è valsa a evitare le contetazioni in sala sulle scelte del municipio e l’ accusa all’amministrazione di scarsa trasparenza, soprattutto per la pubblicazione “a scoppio ritardato” della delibera di giunta per il sì al protocollo: votato a giugno il documento è apparso sull’albo pretorio del comune solo ad agosto. «C’è il sì delle commissioni, del consiglio comunale e della giunta… anche se non vi piace, questa è la democrazia» ha ribattuto Bernardi.
(c.ch.)
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