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Beni estimati, la Cisl si schiera con la Regione: "un monte non può essere privato"

Beni estimati, la Cisl si schiera con la Regione: "un monte non può essere privato"

Figaia: «La legge approvata è un passo avanti per eliminare il Far west sulle Apuane»

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CARRARA. Conto alla rovescia per la sentenza della Corte Costituzionale sulle cave “beni estimati”: la Consulta dovrà stabilire la legittimità della nuova legge regionale sulle cave, contestata dal governo. E nell’attesa del prounciamento, arriva una presa di posizione di Andrea Figaia, segretario della Cisl.

Scrive Figaia: «Nel Far West, quando comandavano le Colt o le Smith & Wesson, c'era la corsa a mettere i picchetti nella pianura. Successivamentearrivavano i notai, con i loro lunghi cappelli, e certificavano la proprietà. Oggi ci troviamo di fronte a un passaggio storico: la Consulta deve decidere se la legge regionale sulle cave è costituzionalmente a posto. Si sostiene che essa entra nel merito della proprietà privata e che questa è materia indiscutibilmente di competenza nazionale. Ma è onestamente possibile pensare che una montagna possa essere privata ? Così, come concetto. Ovviamente la nostra idea è chiara ...».

La Cisl, ricorda poi Figaia, è stata, asieme agli altri sindacati chiamata ad esprimersi nel merito della legge regionale: «Partecipai a nome della Cisl Toscana. Si disse che la legge regionale ed il suo Piano attuativo ambientale, il cosiddetto Piano paesaggistico ( e le polemiche conseguenti al suo annacquamento finale, roventi a tratti ... ) era un punto di sintesi finale. Discutemmo a lungo prima di decidere che gli aspetti positivi erano superiori agli aspetti non positivi. Io - per esempio - avrei preferito una ulteriore stretta sulle attività nel Parco delle Apuane, di incidere di più sull'altezza minima di escavazione, sul salvataggio delle vette, sul rapporto tra escavazione e costi ambientali gravi e non reversibili, la lavorazione in loco... Ma, alla fine, tra il prendere una posizione forse più condivisibile ma sterile ed il “portare a casa” una legge che costringe i Comuni ad adottare Piani più stringenti e poi comunque alla fine un pronunciamento istituzionale regionale in proposito difficilmente reversibile in materia, ci siamo convinti che era migliore la seconda soluzione». Per tutte queste ragioni, la Cisl auspicache la Corte Costituzionale dia ragione alla Regione Toscana, «al suo consiglio regionale eletto dai cittadini e alla volontà politica di intrapredere un percorso che provi a regolare il far west».

Nel caso in cui la Corte, invece, ritenesse di pronunciarsi contro la Regione, ipotizza Figaia, «ci impegneremo affinché il percorso non si interrompa e riprenda di buona lena, consapevoli che l'attuale stato di incertezza agevoli una escavazione senza regole almeno in termini di quantità. Situazione grave e che non conviene, a nostro modesto avviso, neanche a chi escava. Che dovrebbe trovare invece un accordo di sintesi locale, con il comune, le comunità i corpi intermedi come i sindacati. La storia è bella quando la si conosce e occorre studiarla: ritornare indietro di 250 anni non so a chi convenga . O, forse, lo so».

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