Il Tirreno

Quando Ciampi fu stregato dalle cave

 Quando Ciampi fu stregato dalle cave

Nel 2004 una lunga visita in provincia: fu un bagno di folla

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MASSA CARRARA. Inutile negarlo: la visita di Carlo Azelio Ciampi fu un evento. Uno di quelli con la E maiuscola. Le città, Massa e Carrara “sconvolte” dalle misure di sicurezza, e tirate a lucido, amministratori, politici, forze dell’ordine per giorni in fibrillazione e tanta gente in piazza.

Il presidente della Repubbica vene sotto le Apuane dal 7 al 9 ottobre del 2004. Un’altra epoca sotto molti punti di vista. Fu una visita ufficiale accompagnata da un vero e proprio bagno di folla per Ciampi e per la moglire Franca. «Sei simpatico come Pertini», si sentì gridare nella piazza Aranci strapiena di bambini, cittadini e agenti in borghese. Vero: Ciampi è stato probabilmente, con Sandro Pertini, il capo dello stato più amato dalla gente.

Arrivò con l’elicottero presidenziale atterrato a Cinquale. Ad attenderlo il prefetto Domenico Mannino e già lì c’erano centinaia di persone a salutarlo. Poi, l’arrivo in piazza Aranci, dopo un corteo di auto che non finiva più e la Maserati Quattorporte con a bordo la coppia presidenziale. C’era la “tenda del lavoro” a quei tempi in piazza Aranci: la tenda simbolo della crisi industriale apuoana. E Ciampi non potè non notarla. Fu un pomeriggio di incontri istituzionali, con il sindaco di allora Fabrizio Neri, il sindaco di Montignoso Federico Binaglia e tutti i primi cittadini della provincia; il presidente della Provincia Osvaldo Angeli, il presidente della Regione che era Claudio Martini.

Nella sua tre giorni apuana, Ciampi inaugurò anche il monumento alle vittime della Linea Gotica e incontrò i partigiani. Ci furono momenti di vera commozione in quell’abbraccio e nel ricordo della Resistenza. Emilio Bertelloni, partigiano che combattè a fianco di Vernon Baker sulla Linea Gotica, fu fra i pochi a poterlo avvicinare. «Un’emozione immensa», riferirà Bertelloni.

E poi la giornata carrarese. Con la visita alle cave di marmo. Ciampi e la first lady confessarono che era la prima volta, per loro, sui monti di marmo. «Uno spettacolo straordinario, non dimenticheremo mai questa giornata», dichiararono ai cronisti. Il presidente visitò la cava in galleria di Carlon Dell’Amico e le Cave Michelangelo a Ravaccione, di Franco Barattini, accompagnato dal sindaco di Carrara Giulio Conti, dai cavatori e dai loro parenti. «Ora vi faccio vedere come si carica un blocco», tuonava in carrarino Franco Barattini, titolare della cava. «No, lasci stare, sarà mica pericoloso?», tenta di replicare donna Franca. «Macché, qui lavorano le macchine, non l'uomo», replica Barattini che subito dopo cambia registro e, in carrarino e gridando ordina agli operai: «Metà n moto, vai mo'». Poco dopo è la volta del distacco di una bancata, quindi del taglio del blocco. I coniugi Ciampi appaiono impressionati, quasi estasiati. C'è ancora spazio per una battuta di Olivier Quernandel, amministratore delegato di Omya: «Loro cavano i blocchi, noi portiamo via le scaglie per trasformarle in carbonato. Così aiutiamo il lavoro dei cavatori».

Un altro momento da non dimenticare fu il concerto al teatro Animosi, con standing ovation da parte del selezionatissimo pubblico, l’inno di Mameli, arie di Puccini e Mascagni (omaggio alla livornesità del presidente), con il coro lirico toscano diretto da Bruno Nicoli. «Grazie, presidente, lei ci dà fiducia nel futuro», lo salutò il presidente della Provincia Angeli.Altri servizi da pag. 2 a pag. 7

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