Il Tirreno

Porto, nuovo no del gip al dissequestro dei mezzi

Porto, nuovo no del gip al dissequestro dei mezzi

Respinta l’istanza del presidente della Porto di Carrara Spa Enrico Bogazzi. Il giudice: «Sulle banchine di Levante resta l’occupazione abusiva di demanio»

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CARRARA. Nuovo no al dissequestro dei mezzi del porto ancora “sotto sigillo”. Il giudice per le indagini preliminari Ermanno De Mattia respinge l’istanza presentata dal presidente della Porto di Carrara Spa Enrico Bogazzi che chiedeva la revoca del sequestro preventivo di tutti i mezzi della Porto sul suolo del demanio marittimo di Marina. L’ordinanza del gip, datata giovedì 15 settembre, dichiara il “non luogo a provvedere sul dissequestro dei beni già dissequestrati dal pm e dal tribunale del riesame” ma “rigetta la richiesta di altri beni in sequestro”. Si tratta di un provvedimento che ricalca, nella sostanza, quanto stabilito dal Tribunale del riesame che aveva preso in esame una analoga richiesta, presentata stavolta, dalla Autorità Portuale, riguardante l’anullamento dei decreti di sequestro preventivo dei mezzi meccanici della società.

I legali della Porto di Carrara sostenevano, nella istanza presentata al Gip, che, in conseguenza dell’accordo siglato il 29 agosto scorso fra Autorità portuale e Porto di Carrara (che, ricordiamo, è la principale azienda che opera nello scalo di Marina), la collocazione dei mezzi (comprese le nove maxi gru Gottwald) è diventata legittima. E per questo chiedevano il dissequestro di tutti i mezzi. Richiesta non accolta dal giudice che conferma, nel suo dispositivo, l’ipotesi accusatoria di abuso di ufficio mossa nei confornti dei dirigenti della Autorità portuale e della Porto di Carrara Spa. In pratica: la Porto non essendo titolare della concessione demaniale prevista dall’articolo 18 della legge 84/94 non poteva occupare in maniera stabile e permanente le aree portuali in cui svolge la sua attività. Con l’accordo del 29 agosto, argomenta ancora il Gip, e con la concessione demaniale ex articolo 18 rilasciata alla Porto Spa, “è cessata la condotta illecita esclusivamente con riferimento ai mezzi ubicati a Levante del porto”. Nelle altre aree, però, cioè sul molo di Ponente, l’occupazione dei mezzi continua a configurarsi come “arbitraria occupazione di demanio marittimo”. Anche se, come avevano evidenziato i legali della Porto Spa, tale preenza “non costituisce pregiudizio per l’attività di altri operatori” (cioè: quella sosta non danneggia nessuno).

Insomma, un altro round per la procura in questa complessa partita sul porto.c.f.

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