Il Tirreno

Donna aggredita in pieno giorno in macchina

Libero Dolce
Donna aggredita in pieno giorno in macchina

Aspetta la figlia di ritorno da scuola quando un uomo ha provato a forzare la portiera con lei dentro. Arrestato dalla polizia di Carrara

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MASSA. Una pausa al telefono mentre aspettava l’arrivo dello scuolabus con la figlia e di colpo si trova un malintenzionato al finestrino che prova a forzare lo sportello dell’auto dove attendeva. Una brutta avventura capitata venerdì a una signora di Carrara nella zona di piazza Menconi, dove appunto arrivano gli autobus che accompagnano i ragazzzini a casa dopo l’ultima ora di scuola.

«Sono arrivata un po’ prima dell’orario previsto del pullman – ricostruisce la signora – e stavo aspettando seduta in macchina. Questa persona l’ho vista da lontano, un’occhiata veloce mentre si avvicinava a lui un altro in bicicletta. Si sono detti qualcosa, lui rimaneva seduto a confabulare con il nuovo arrivato».

Qualcosa, istinto o sfiducia, le suggerisce di chiudere con la sicura le portiere mentre prosegue la sua conversazione telefonica con l’amica al telefono.

Gli occhi girano tutto intorno, aspettano di vedere al sagoma del pullmino che riporta la bimba a casa. Lei frequenta la Giromini, chiusa per adesso per lavori al tetto. I bambini li ospitano alla Anna Maria Menconi. «A un certo punto ho alzato lo sguardo e me lo sono ritrovata al finestrino che mi diceva qualcosa.Si è attaccato alla portiera dalla parte inferiore, dalla plastica. Ha fatto per tirarla, una due volte. Ha toccato la maniglia. Io ero un po’ distante dagli altri, forse ho suonato il clacson, ho messo la chiave e sono partita. Gli altri hanno guardato la situazione e io sono andata via, stando attenta a non toccarlo con l’auto».

Messa una certa distanza tra sé e l’aggressore la signora chiama subito le forze dell’ordine. Segnalazione presa in carico e volante in arrivo, mentre la donna ritorna dov’era posteggiata, a distanza di sicurezza.

E vede che l’uomo non si era perso d’animo: «Si era avvicinato all’altro gruppetto, che aspettava.

È arrivata la polizia a sirene spiegate, l’hanno preso e malamente caricato sulla macchina. Mi pare lo conoscessero già, gli hanno detto che si era giocato la sua ultima occasione. Non saprei dire se era ubriaco, di certo era pericoloso. Soprattutto in una zona dove ci sono bambini».

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di Redazione web