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Ascensore per il museo: giù l’ultimo diaframma

Ascensore per il museo: giù l’ultimo diaframma

Completato il condotto sotterraneo di 120 metri (un milione di euro di costo) La sindaca Baracchini: passo avanti decisivo per il potenziamento del Piagnaro

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PONTREMOLI. Un altro importante passo verso la realizzazione dell'ascensore che dovrebbe permettere ai visitatori di evitare l'impegnativa salita del Piagnaro, e raggiungere il Museo del Statue Stele direttamente da largo don Antonio Spinetti (Porta Parma). È stato abbattuto infatti l'ultimo diaframma che separava i due cunicoli realizzati (uno in orizzontale ed uno in verticale) creando un unico grande condotto che da oggi collega direttamente Porta Parma con lo spiazzo antistante il Castello del Piagnaro sede del Museo delle Statue Stele.

Proviamo a dare qualche numero per quantificare l'importanza di quest'opera: un milione di euro la spesa sostenuta (suddivisa tra Regione, Beni culturali, Fondazioni bancarie e Comune di Pontremoli), lavori durati circa un anno e mezzo, circa 120 metri complessivi dello scavo (che hanno prodotto 2000 metricubi di materiale): 80 metri della galleria orizzontale con ingresso sulla sinistra del tabernacolo dedicato alla Madonna (lato ovest del largo Spinetti) al termine della galleria sarà installato l'ascensore che, in una ventina di secondi, permetterà a gruppi di sei persone di superare il dislivello di circa 40 metri presente tra il punto di partenza e quello di arrivo, al piazzale già esistente ai piedi del torrione nord del Castello.

Ovviamente non tutto è pronto e bisognerà aspettare ancora un po' (sicuramente almeno 3- 4 mesi) per vedere operativo l'ascensore, visto che devono essere completate le opere di finitura e l'installazione di uno dei due ascensori (uno dei due è di soccorso). Ma certo l'aver completato la galleria che andrà ad ospitare l'ascensore è un traguardo importante.

Ed un traguardo non facile come sottolineato dalla sindaca Lucia Baracchini che ha rivendicato l'impegno e la caparbietà nel portare a termine un progetto così ambizioso (la prima cittadina si è spesa personalmente nelle complesse pratiche di definizione e approvazione dell'opera) ma allo stesso tempo così importante per la città e per la valorizzazione del suo più prestigioso scrigno culturale. Una difficoltà anche pratica come evidenziato da Roberto Bertolini, ingegnere comunale cui era affidata la gestione del cantiere dei lavori realizzati dalla ditta Ambrogetti.

«Ci siamo dovuti scontrare con notevoli difficoltà - ha rivendicato Bertolini - a partire da una roccia molto dura (che solitamente si perfora con l'esplosivo ma in questo caso sia per la vicinanza delle case che per la salvaguardia del muro vicino non è stato possibile fare) sia perché si è dovuto lavorare in spazi angusti. Si è dovuta costruire un'apposita fresa che veniva telecomandata dall'esterno, perforava un metro di roccia e poi tornava indietro. Un lavoro complesso e difficile ma nonostante questo lo si è concluso nei tempi e nei costi previsti».

E grande soddisfazione l'ha espressa anche l'ex assessora alla cultura Caterina Rapetti che, ormai sette anni fa, nel 2009, durante l'amministrazione guidata da Franco Gussoni, aveva proposto l'intervento e curato l’iter della pratica ora portata a compimento dall'amministrazione guidata da Lucia Baracchini «era importante rendere fruibile anche per il turismo della terza età questa struttura. Un percorso che abbiamo avviato durante la nostra amministrazione ed oggi siamo felici che chi ci ha seguito nell'amministrazione della città abbia deciso di portare questo progetto fino in fondo».

Riccardo Sordi

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