Il Tirreno

Tutti a scuola, ma per 400 le aule sono nei container

di Fabrizio Palagi
Tutti a scuola, ma per 400 le aule sono nei container

La rassegnazione delle mamme: «Ci avevano promesso che a settembre avremmo avuto la nuova sede...». E la crisi della giunta complica le cose

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AULLA. Primo giorno di scuola con tanta pioggia e altrettanta tristezza (e rassegnazione mista a rabbia) per le famiglie degli oltre 400 ragazzi che frequentano le scuole primarie e medie aullesi, tutte quante ancora relegate nei cosiddetti container, anche se nell'ambiente scolastico si preferisce usare il termine "modulo abitativo".

Comunque, scegliendo questo o l'altro appellativo, il risultato non cambia: a ormai cinque anni dalla tragica alluvione che mise in ginocchio la città, la popolazione studentesca più "piccola" è ancora costretta a vivere in quella che era stata considerata e proclamata come situazione provvisoria.

«Mio figlio ormai non protesta più, stanco com'è delle tante promesse mancate; spera solo di finire alla svelta le medie e quindi iscriversi altrove, in una scuola vera, in muratura e con finestre grandi, magari con un po' di verde tutt'attorno», afferma una giovane mamma che, sotto l'ombrello, attende l'uscita degli studenti dopo il primo giorno di lezione. La pioggia battente ha, come al solito, ridotto in fanghiglia la zona attorno alla lunga fila di container blu e cioè quelli che ospitano le medie (di colore bianco quelli delle elementari), costringendo i genitori a indossare calzature invernali per recuperare i figli. Poco più in là, sempre nell'ex scalo ferroviario cittadino, si stagliano le strutture delle future scuole elementari.

«Ci avevano promesso che sarebbero state pronte a settembre e cioè adesso, ma ancora non sono ultimate - rincara la dose un'altra mamma che ha un figlio alle primarie e un altro alle medie - e già si parla di Natale o addirittura di gennaio per essere utilizzate, ma, da voci ricorrenti, si parla di primavera o giù di lì: vale a dire un altro anno scolastico da trascorrere in moduli in metallo che diventano forni nelle giornate di sole E quando piove forte, provocano un frastuono terribile che danneggia le lezioni».

Un gruppo di mamme fa breve tappa in un vicino bar per prendere un caffè. «Occorre tanto zucchero per per mandare giù l'amaro che abbiamo in bocca - scherza Barbara che ha un figlio alle medie e un altro alle primarie - ora accresciuto dal fatto che non abbiamo neppure il sindaco a cui chiedere lumi, acui domandare se esisteranno alternative».

«Mia figlia ha detto che non crede più alle istituzioni - dice Daniela - visto che a più riprese sono andate a scuole per dire ai ragazzi che tutto sarebbe finito presto, che quella era solo una situazione provvisoria».

«In questi anni abbiamo assistito al solito balletto dello scambio di competenze - sentenzia Simona - tra Regione, Comune e via dicendo, con il risultato che si può vedere. Nel 2012, per il referendum indetto dal Comune, ho votato a favore di una sede fissa, in muratura per intenderci e ciè quella che attualmente ospita il liceo classico; ma la maggior parte dei genitori ha optato per i container e lì siamo tutt'ora. Mi chiedo inoltre, chi fine ha fatto il famoso comitato che doveva seguire lo stato dei lavori».

Un'altra mamma rincara la dose, mischiando la situazione scolastica a quella della città: «Da quel maledetto 25 ottobre di 5 anni fa, Aulla non si è più ripresa. Ho un'attività in centro, ma tutto è in salita. Qui è rimasto poco per non parlare dei centri sportivi: una volta avevamo piscine, impianti coperti per volley e pallacanestro, ma adesso non resta nulla di tutto ciò».

Infine l'amara constatazione di Francesca: «Avevo pensato di trasferire i miei figli in un'altra scuola, altrove, ma poi ho riflettuto: mandarli in ambienti completamente nuovi, sarebbe stato per loro traumatico e perciò eccoci ancora qui, a sperare non si sa in cosa».

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