La manifestazione
Dragaggio del Lavello: tutto fermo
Interventi da un milione di euro mai partiti. Interrogazione di Bugliani
MASSA. Il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani ha presentato al presidente della Regione Enrico Rossi un'interrogazione sui problemi del fosso Lavello, ribadendo che il corso d'acqua, prima di tutto, deve essere messo in sicurezza dal punto di vista idraulico, adeguando gli argini e gli attraversamenti.
«La conformazione del litorale che ospita il fosso Lavello e la presenza circostante di abitazioni e insediamenti produttivi -scrive Bugliani- impongono una particolare attenzione alla sicurezza idraulica dell'area, più volte colpita da fenomeni d'inondazione». Il consigliere del Pd sottolinea che è indispensabile anche la bonifica dei fondali, poiché il torrente si trova all'interno del sito di bonifica di interesse regionale (Sir). Per garantire una corretta regimentazione idraulica, stando ad un progetto già presentato dal Consorzio di bonifica alla Regione e tuttora fermo ai box, occorre rimuovere almeno 50 o 70 centimetri dall'alveo del fosso, nel quale c'è di tutto, sia per decenni di sversamenti di liquami dalle fognature nere e dalle case, sia per il fatto che nel Lavello sono finiti anche i veleni delle fabbriche chimiche attive sul territorio fino agli anni '80.
«Tale canale di acqua bassa -ricorda Bugliani- è interessato da controlli periodici effettuati da Arpat, data la presenza di scarichi e depuratori che insistono sul torrente, che nel corso degli anni hanno portato a numerosi interventi sanzionatori, a causa degli sforamenti registrati rispetto ai valori osservati». Il dragaggio necessario a rimuovere i materiali inquinanti dovrebbe costare circa un milione di euro, ma il territorio non ha ancora ricevuto i finanziamenti più volte annunciati da Roma e Firenze. Bugliani, dunque, chiede delucidazioni sullo stato di attuazione del Protocollo d'intesa "Interventi per la riqualificazione e la riconversione dell'area industriale di Massa-Carrara", ricordando che questo documento, sottoscritto a maggio 2015 da governo, Regione ed enti locali, prevedeva "l'adeguamento idraulico di alveo, sponde ed argini del fosso Lavello, compreso il rifacimento dei ponti (via Massa Avenza Depuratore) e delle tombature". Il protocollo, in particolare, garantiva il finanziamento di 10 milioni per la messa in sicurezza dei torrenti Ricortola e Lavello. Da allora, però, quasi tutto è rimasto fermo, tranne i 3 milioni per la bonifica di alcune aree Sin e Sir apuane, arrivati grazie ad un ulteriore protocollo. «Per il Fosso Lavello -spiega Bugliani- sono state messe in campo alcune prime azioni, però viene sottolineata la necessità di interventi precisi. Ritengo quindi che la Regione debba attivarsi».
Davido Chiappuella
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