Sicurezza
Ortopedia provinciale e 4 nuove assunzioni
Lunigiana “accorpata” a Massa e una nuova equipe mobile
MASSA. Ortopedico, “mago”delle protesi, direttore del reparto di ortopedia del Versilia, da luglio è l’uomo che coordina tutte le chirurgie della mega Asl Toscana Nord Ovest. È Mario Manca, un nome che Massa conosce e stima: a casa nostra ha guidato l’ortopedia garantendole professionalità e rilievo. E adesso è proprio Manca a spiegare la piccola grande rivoluzione in atto, nel mondo dell’ortopedia apuana.
Il primario Bernardo Pavolini ha assunto l’incarico di direttore dell’area senese, al suo posto è stato nominato, ma ad interim, il dottor Bernardo Violi che dirigeva la sola Lunigiana. Adesso Lunigiana e zona di Costa sono sotto la stessa unità operativa complessa e sotto lo stesso primario, ma il timore è che la Lunigiana, nel processo di “accorpamento” a Massa, diventi appendice e che un incarico ad interim sia conferma di un percorso in atto per la progressiva centralizzazione dell’attività ortopedica in quel di Lido di Camaiore. Ipotesi che Manca smentisce con un no secco.
Che succede dottore? Il rischio è che l’ortopedia apuana si depotenzi?
«Assolutamente no. È vero piuttosto il contrario. Abbiamo creato un’unica unità operativa complessa che include la zona di costa e la Lunigiana che mantiene comunque l’unità operativa semplice».
E questo è un vantaggio?
«Certo che lo è. E le spiego per quale motivo: i professionisti della sanità scelgono aziende sanitarie e ospedali in cui le casistiche sono tante, in cui si fanno molti interventi. La possibilità di confrontarsi con patologie diverse e diverse tipologie di operazione chirurgica consente una maggiore professionalità. Se la Lunigiana fosse rimasta una unità operativa complessa distinta da Massa, come in passato, avrebbe avuto una casistica ridotta e una minore capacità di attrazione nei confronti delle professionalità. In passato alcuni concorsi per la Lunigiana sono andati deserti. Ortopedia di costa e di Lunigiana sotto uno stesso tetto consentono, invece, ai sanitari di confrontarsi con una pluralità di casi. Condizione importante per la qualità».
Sotto un unico tetto significa che gli stessi medici ortopedici lavoreranno sia al Noa, sia in Lunigiana?
«Esatto, è proprio così. Io avevo già lavorato a questo obbiettivo nel periodo in cui ho guidato l’ortopedia massese, poi, negli anni, costa e Lunigiana hanno rappresentato realtà distinte tanto che è capitato che in caso di urgenze la Lunigiana afferisse ad altre aziende sanitarie e non a quella apuana. Adesso cambia tutto: il primario è lo stesso, il dottor Violi, un grande professionista che da Carrara, quando dirigevo il reparto, ha guidato la Lunigiana e ha garantito risultati importanti. Certo, in Lunigiana ci sarà un direttore di unità semplice, ma un unico responsabile di unità complessa e un’azione unitaria assicurano continuità e dialogo e permettono di definire percorsi comuni. Soprattutto nella tutela delle Lunigiana che da questo percorso esce rafforzata».
Ci faccia un esempio dei vataggi.
«Beh, il medico che opera a Massa potrà fare ambulatorio in Lunigiana e il lunigianese operato al Noa potrà fare controlli ambulatoriali a due passi da casa sua. Non solo, si creerà un’equipe di medici che, nel sistema della turnazione, si muoverà tra Massa e la Lunigiana e in questo ci aiuteranno anche le nuove assunzioni».
Nuove assunzioni?
«Esatto, erano previste 3 nuove assunzioni di ortopedici, ma la direzione generale ha deciso di incrementare e le nuove unità saranno 4. Così se Massa e Lunigiana avranno ciascuna una equipe stanziale, un terzo pool si sposterà, pur rimanendo in forza ad un ’unica unità operativa».
E per gli interventi?
«Ci sono interventi che si fanno in piena sicurezza e professionalità in Lunigiana, per quelli più complessi c’è Massa, ma con la garanzia della continuità assistenziale».
Ci sono operazioni che a Massa non si possono fare?
«Assolutamente no. Le uniche operazioni che non si fanno al Noa sono quelle che non si fanno nelle altre ortopedie. Si tratta degli interventi sui tumori primitivi dello scheletro per cui il centro regionale è Pisa. Nè, come è normale, a Massa si operano bimbi sotto i 3 anni».
Dottore, lei qui ha lavorato.Ora qui potrebbe operare nell’ambito di un’unica grande Asl?
«Sì potrei. È normale che il medico lavori in un contesto che conosce bene e in cui opera regolarmente, ci sono casi, però, in cui è il professionista a raggiungere il paziente. Cito la Versilia: qui i medici non fanno interventi di chirurgia vertebrale perché non è abbastanza ampia la casistica. Sono i colleghi neurochirurghi di Livorno a venire a Lido per quelle operazioni».
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