Sicurezza
Via la sindaca Magnani arriva il commissario
Lei spara: volevano far entrare in Comune cugini, parenti e amici Manovre per la nomina del professionista per fare il regolamento urbanistico
AULLA. Senza che il consiglio comunale si potesse esprimere sulla mozione di sfiducia presentata, Aulla è da ieri priva di un sindaco. Questo il risultato di una giornata vissuta sul filo del rasoio, durante la quale si è concretizzato un colpo di scena autentico: infatti, nove consiglieri comunali hanno presentato le dimissioni dal loro ruolo in uno studio notarile, facendo decadere l'ormai ex sindaca Silvia Magnani. E, altro colpo di scena, soltanto sette di quelli che hanno firmato la mozione di sfiducia si sono dimessi e a fare sì che si raggiungesse la fatidica quota 9, numero minimo necessario, sono state le dimissioni della ex presidente del consiglio comunale aullese, Roberta Semeria, e di Alessandra Colombo, visto che i consiglieri comunali di minoranza di "Idee in Comune", Matteo Lupi e Maria Grazia Lombardi, non si sono dimessi dalla loro carica. Quindi, a dimettersi dalla carica di consigliere, oltre a Semeria e Colombo, erano Aldo Vivaldi, Sandro Caponi e Juri Gorlandi (Forza Italia), Carlo Magrini e i tre ex consiglieri di opposizione del Partito Democratico, Ugo Malatesta, Tania Brunetti e Alessandro Giovannoni. Quindi, niente consiglio comunale alle ore 19, anche se questo si è riunito ugualmente e poi è stato sciolto subito, ma, alle ore 18,30, si è presentata di fronte alla folla già in attesa in sala consiliare una Silvia Magnani decisa a togliersi diversi sassolini dalle scarpe, sassolini che sono presto diventati macigni: «Lealtà, trasparenza e coerenza sono per noi principi non derogabili; invece, chi si è dimesso da consigliere non ha nemmeno avuto il coraggio di venire in consiglio comunale». Un esordio sottolineato dagli applausi, ma l'ex sindaca di Aulla non si è fermata: «Ora ci aspettano mesi di paralisi con l'arrivo del commissario e dobbiamo registrare la non disponibilità del Pd ad impedire che la città cada in un periodo di crisi. Fortunatamente, sto ricevendo centinaia di attestazioni di stima e simpatia da parte dei miei concittadini e me ne vado a testa alta, mentre altri non hanno avuto il coraggio personale e politico di essere qui e sfiduciarmi, a partire dal PD». Ed è a questo punto che Silvia Magnani inizia ad assestare colpi in grado di fare tremare il palazzo: «Occorre iniziare a prescindere da interessi e potentati, ma il mio ex vice sindaco e assessore all'urbanistica voleva affidare la redazione del regolamento urbanistico a un ingegnere di Reggio Calabria, che si era occupato del collaudo dei lavori di consolidamento della strada comunale Virgoletta-Merizzo-Fornoli nel comune di Villafranca, quando sindaco era Lucio Barani. Ovviamente abbiamo rifiutato, come non abbiamo consentito alla richiesta di variazione della pianta organica del settore urbanistica, inserendo negli uffici mariti, cognati, cugini e compagni. Un accenno lo voglio anche fare a una sentenza della Corte dei Conti per un danno erariale di oltre 145mila euro, facendo pagare al senatore Lucio Barani, e ad altri, l'importo stabilito dai giudici. Perchè Aulla e i suoi cittadini meritano onestà». E la conclusione Silvia Magnani la riserva al futuro: «Sono stati 2 anni magnifici e molto impegnativi. Sono amareggiata, ma non sconfitta, per come si chiudono e voglio dire che non scompaio e continuerò a lavorare per Aulla».
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