Il Tirreno

E la filiera diventa grande arte

E la filiera diventa grande arte

Con la regia di Marco Nereo Rotelli nasce la Marble valley tutta apuana

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CARRARA. La filiera del marmo, segherie e laboratori, al centro di un ambizioso progetto che porterà la firma di un artista che a Carrara a lasciato il segno: Marco Nereo Rotelli che ha “scritto” sulle pareti della cava dei poeti in occasione di una indimenticabile Biennale.

La “Marble valley” nasce da una iniziativa di Itki ( International Traditional Knowledge Institute) dell’Unesco. E da un carrarese che ne fa parte, Giuseppe Biagini. L’idea è quella di valorizzare il saper fare legato ai luoghi: la lavorazione del vetro a Venezia e quella del marmo a Carrara. Il progetto finale verrà presentato a un grande evento che l’istituo americano sta realizzando a Toucson.

«Abbiamo proposto la candidatura della zona che comprende parti della provincia di Massa Carrara e Lucca, che io chiamo la valle del marmo - spiega Biagini -,al City Network dell'Unesco creativo. Nella visione di ITKI Stati Uniti, l'obiettivo della nomina dovrebbe concentrarsi sulle competenze ( "Saper Fare il"), la conoscenza collettiva acquisite, le conoscenze tradizionali che le persone che abitano il marmo Valle sono stati in grado di accumulare nel corso dei secoli, se non di più di millenni».

«Quello che si vuole evidenziare il paesaggio culturale che è stato il motore, il facilitatore di un patrimonio umano come collettivo, e creare un motore economico positivo e sostenibile, in grado di superare il processo di estrazione del marmo, e comprendono le tecniche che hanno reso il marmo Valley un luogo unico, un posto per sapere tutto il necessario per estrarre, il trasporto, la trasformazione, usare e riutilizzare i materiali incredibili che il marmo montagne Valle contengono». L’istituto americano ha chiesto al maestro Marco Nereo Rotelli di partecipare di partecipare a questo progetto impegnativo, e contribuire a portarlo al successo. «Accetterò la collaborazione perché ritengo che senza l'arte, senza la cultura non si avanza e questo i professionisti di Carrara lo hanno capito. Si ritorna a nodo nevralgico l'empowerment di un'area. Un concetto a me caro e che ho nel tempo sviluppato proprio a Carrara lavorando con Pandolfi , con Massari con Barattini con Vanelli e che si rinnova nell'amicizia con Giuliano D'Angiolo e Paolo Carli - spiega Rotelli - Cosa farò? È molto semplice: individuerò una serie di nuclei energetici, di punti di forza di una filiera che condensa >un'isola di sapere sul marmo e chiederò che il riconoscimento non sia solo generale, ma individuale perché da sempre sono i grandi uomini quelli che hanno saputo mantenere glia natiche saperi e rinnovarli».

Alessandra Vivoli

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