Il Tirreno

Cacciatori in rivolta contro le nuove regole

Per chi viene da fuori dalla Toscana norme più severe: si paga di più e c’è un limite agli ingressi

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MASSA CARRARA. Cacciatori preoccupati per la stagione che sta per cominciare. È quasi tempo di imbracciare i fucili e liberare i cani, ma le nuove regole stabilire dalla Regione non sono piaciute all’ associazione Anuu migratoristi Massa Carrara.

«Da quest’anno i cacciatori non residenti in Toscana dovranno versare 150 euro anziché 35 – si legge in un comunicato – per praticare la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento o per la caccia agli ungulati in battuta. Inoltre è stato fissato a 10 il numero di ricezione massimo giornaliero dei cacciatori provenienti da Regioni, che non hanno stipulato accordi di reciprocità. Per i cacciatori residenti in Toscana scende da 26 euro a 15 il costo di un pacchetto di 5 giornate per la caccia vagante , migratoria e stanziale, a partire dal 1 Ottobre».

Questo è quanto è stato deciso dalla giunta della Regione Toscana con una delibera del 30 agosto .

Duro il commento dei cacciatori: «Come associazione venatoria ci chiediamo il perché di queste decisioni insostenibili e risibili. Un metodo che evoca un messaggio palese nei confronti dei cacciatori tuti. Oggi questo sistema viene adottato in Toscana, domani potrebbe essere approvato in tutte le Regioni. Siamo del parere che la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento deve essere esercitata liberamente sul territorio Nazionale e, non deve avere costi. Inoltre per le prime due settimane, i cacciatori non residenti iscritti agli ambiti Toscani come ulteriore Atc (ambito territoriale caccia) possono svolgere l'attività venatoria secondo il calendario della Regione di provenienza».

«Una soltanto è la verità – si conclude nel documento – ogni anno il numero dei cacciatori diminuisce. La mancanza di comunicazione nel mondo della caccia è da ricercare nelle troppe associazioni venatorie».

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