Gioco
Rimborsi alluvione, i soldi per i lavori li metterà lo Stato
La delibera parla di finanziamenti agevolati per i privati Il Comune: «Non si tratta di un prestito, non va restituito»
CARRARA. C’è una parola, «finanziamento», che aveva fatto saltare dalla sedia molti cittadini che avevano letto i criteri per il rimborso dei danni provocati dall’alluvione del 2014. Se si tratta di un finanziamento allora sarà un prestito, temevano in molti, e bisognerà restituirlo. Con le domande da consegnare entro il 29 settembre, termine improrogabile, il dubbio aveva rallentato il flusso delle domande.
Alessandro Mazzelli, dirigente della Protezione Civile, prova a diradare le nubi: «Una cosa è sicura, i soldi non sono di certo un credito da restituire». Eppure nell’allegato si riporta: «il contributo spettante viene riconosciuto sotto forma di finanziamento, a cura dell’Istituto di credito convenzionato. Tale finanziamento viene utilizzato dal beneficiario per i pagamenti alle imprese fornitrici o esecutrice degli interventi ancora da realizzare o a titolo di rimborso per le spese già sostenute». Formulazione vaga, che lascia spazio ai dubbi.
Prova a chiarire Mazzelli: «Si tratta di un credito d'imposta, non di un finanziamento vero e proprio. Il meccanismo è quello della cessione del credito: lo stato apre un finanziamento nei confronti della persona e la persona lo cede alla banca. Un credito garantito: se ha già speso verrà rimborsato, forse tutto in una sola rata». I soldi li mette lo Stato dunque. Coprendo comunque l’80%, non di più, di quanto rendicontato.
Diverso il discorso per chi deve invece ancora farli i lavori e ancora non ha cominciato. Anche perché, più avanti nella delibera del Consiglio dei Ministri, si legge che «le modalità con le quali i beneficiari potranno attivare il predetto finanziamento agevolato saranno disciplinate con successiva comunicazione».
«È possibile che i finanziamenti agevolati menzionati dal documento si riferiscono alle aziende produttive, ma ancora non si può dire, finché non escono i decreti attuativi», spiega Mazzelli. La riunione a Firenze con i vertici della Protezione civile dovrebbe essere giovedì, anche se non ci sono conferme. Per chi ancora deve mettere in moto la trafila dei lavori, il sindaco Angelo Zubbani chiarisce: «Funziona sempre con le banche, le quali pagano anche a stati d'avanzamento le ditte che fanno i lavori. Il cittadino non deve anticipare nulla, è la ditta o il professionista che anche senza aspettare il fine lavori se li vedrà anticipare dalla banca». L’urgenza per lui è un’altra.
«I termini di presentazione del 29 sono improrogabili, lo stanziamento di 400 milioni che la regione ha fatto per tutta la Toscana va speso entro dicembre», aggiunge.
Per il sindaco la novità sta nel saltare i passaggi intermedi: «vanno direttamente dalla Protezione civile alla banca che li eroga al cittadino: il Comune certifica il credito al cittadino e il cittadino va alla banca e gli danno i soldi, una lettera di credito». I controlli li farà il Comune, a campione, su almeno il 20% delle domande presentate entro il 29 settembre.
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