Attenzione
Fondi sfitti e regole più morbide «Così si riprende il commercio»
L’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli spiega la liberalizzazione del settore. E assicura: forse poca partecipazione, ma a breve convocheremo un tavolo con le categorie
MASSA. Troppi fraintendimenti, troppe paure ingiustificate, nessun favoritismo, nessun appetito da saziare, nessuna volontà di fare le cose di soppiatto, o senza le categorie: l’assessore alle attività produttive del comune di Massa, Gabriele Carioli, chiede scusa a Confcommercio, Confimprese e Confesercenti per le modalità con cui si è consumata la vicenda della “liberalizzazione in centro città”, ma rassicura: «Tutto nasce per agevolare le nuove aperture e sbloccare l’economia; c’è stata poca partecipazione, è vero, e me ne prendo la responsabilità, ma possiamo rimediare. Convocherò il prima possibile le categorie per aprire un tavolo del commercio».
Intanto, però, Carioli vuole fare chiarezza su questa modifica al piano delle funzioni tanto discussa: «Il piano delle funzioni è un allegato del Regolamento Urbanistico; in prima stesura è stato buttato giù tecnicamente, in pratica simile a tutti i vari piani delle funzioni dei comuni italiani. Non c’è stato tempo di metterci mano perché era necessaria l’adozione del regolamento urbanistico in tempi brevi, ed ecco perché lo modifichiamo oggi».
Ma cosa c’era che non andava nella prima stesura del piano? «È facile - risponde Carioli- quel piano delle funzioni sovvertiva una delibera già esistente, la 100/2009, approvata dall’amministrazione Pucci, nella quale agli articoli 94-95 si dava la possibilità di aprire attività artigianali anche in fondi commerciali. Quindi non ci siamo inventati nulla; il commercio a Massa era già liberalizzato così; il nostro Regolamento urbanistico, così come è stato adottato, ha inglobato l’allegato di prima stesura che di fatto portava indietro la condizione del comune di otto anni». Quindi: a Massa già era possibile inserire una attività artigianale dentro un locale commerciale. Nessuno scandalo.
«Secondo punto importante - continua Carioli- è ovvio che il piano delle funzioni, così come lo abbiamo modificato, varrà per tutto il territorio comunale, non solo per il centro. La riflessione si è spostata sul centro storico solo perché, come amministrazione, abbiamo lo scopo di rivitalizzare quel tessuto più di altri».
Tra le preoccupazioni delle categorie c’è quella che possano impiantarsi ovunque bar, ristoranti e kebabari: «Impossibile - risponde l’assessore- quelle attività sono fuori dalla griglia. Per aprire un kebab occorre rispettare ben altri criteri, che riguardano una normativa nazionale e prescrizioni Asl e Arpat. Non c’è alcuna possibilità, ad esempio, che un ortofrutta possa fare anche somministrazione di cibo e bevande, perché magari si inventa di vendere i panini vegani. La somministrazione è regolata da altro articolo del piano delle funzioni, il 5 comma C».
Carioli svela anche che, in pochi mesi, le richieste agli uffici di esercenti in cerca di un fondo sono state cinque: «Tre parrucchieri e due estetiste - specifica Carioli- in cerca di fondi sfitti in centro storico e anche al di fuori, ad esempio zona viale Roma. Non è vero che i fondi artigianali ci sono; la maggior parte è commerciale e loro non ci possono andare, ed è per questo che la modifica faciliterà gli ingressi. Parrucchieri ed estetiste portano giro di persone, denaro, acquisti. Pensiamo di aver fatto una cosa positiva».
Sull’operazione ex Enel e Mps, Carioli è molto chiaro: «Io ci metterei la firma se dentro quella ex banca ci finisse un bel negozio, oppure se riuscissimo ad affittare il piano terra dell’ex Enel al commercio, lasciando il primo piano ad uffici; credo che faremmo il bene della nostra collettività». Infine sul problema dei frazionamenti in centro: «Le carte del rischio parlano chiaro, in una parte del centro esiste un battente idraulico più alto di un centimetro e questo la inserisce in zona Pie, rischio idraulico elevato; la sicurezza per noi viene al primo posto. In questa zona i fondi non si possono dividere».
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