La manifestazione
Puzza a Partaccia Gli imputati sono Cermec e Lavello
Cittadini esasperati: «Non si poteva respirare O si dorme con il naso tappato o stiamo male»
MASSA. Al degrado ci sono abituati: ai bagni pubblici che non vedono acqua e ramazza da mesi, alle aiuole diventate toilette per cani, alle strade colabrodo. Ai rovi che crescono bordo marciapiede come nel cuore di un bosco. Abituati sì, ma certo non assuefatti, meno che mai alla puzza che spesso, negli ultimi tempi, è ospite delle serate a Partaccia. O si presenta, puntuale, nelle prime ore del giorno. Capita di sentire cattivo odore, ma venerdì sera e ieri mattina la puzza era davvero insopportabile, così insopportabile che qualcuno ha alzato la cornetta e segnalato quell’odore da molletta al naso ai carabinieri del nucleo ambientale. Sul banco degli imputati c’è l’impianto di trattamento rifiuti del Cermec. Ma non è il solo perché nel mirino di chi a Partaccia vive e lavora c’è anche il Lavello. L’impianto da una parte il fiume con il depuratore dall’altra e un fazzoletto di terra in cui - assicura chi lo abita - non si respira. Venerdì sera il cattivo odore ha costretto, nonostante il caldo, a chiudere le finestre, chi non l’ha fatto racconta di forti sensi di nausea e giramenti di testa per la puzza penetrante.
Daniela Gianfranchi è la titolare del negozio di idraulica, a due passi dal mercatino. La mattina alza presto le serrande e ieri ad accoglierla ha trovato una puzza insopportabile: «È una settimana che conviviamo con i miasmi, ma venerdì sera e questa mattina (leggi: ieri) era insostenibile. Alcune clienti mi hanno raccontato di aver dormito con il cuscino sul naso, qualcuno ha accusato anche disturbi». A Daniela, fa eco Fernanda Luccetti, titolare del negozio di casalinghi. Fernanda ormai è disillusa: «È vero - esemplifica - dal cattivo odore in Partaccia non ci si stava. Purtroppo - ammette - a questo stato di cose siamo abituati».
Insomma, la puzza non è cosa rara in quel di Partaccia, ma quando supera livelli sostenibili, allora scatta l’allarme. E quei livelli ieri, nelle primissime ore del mattino, sono stati superati: «Qui la puzza c’è sempre - premette Stefania Capraro del bar Time out - ma era più acuta del solito».
Sensazione condivisa da molti, anche da Nicola De Angeli che all’interno del mercatino gestisce un bar. Conferma il cattivo odore anche Franco Ceccarelli, esponente di Forza Italia e in prima linea quando si tratta di evidenziare quello che a Partaccia non va: «Non si poteva respirare». Ma, a sintetizzare il problema meglio di qualsiasi altro, è il nipotino di Olivalda Berti titolare del punto vendita di profumeria al mercatino: «Sente sempre quei cattivi odori - racconta la nonna - e si preoccupa, mi chiede di cambiargli il pannolino». L’innocenza dei piccoli. Ma i miasmi li ha percepiti chiaramente anche chi, venerdì sera, da Partaccia è solo transitato, alla volta di Avenza e Marina di Carrara. Puzza che i residenti imputano in gran parte al Cermec anche se riconoscono che il Lavello fa la sua parte: «Ha l’odore - raccontano - di una cloaca a cielo aperto». E il dito è puntato sugli scarichi abusivi.
L’azienda di smaltimento rifiuti assicura che di guasti o malfunzionamenti non ce ne sono stati e ad ogni ulteriore riflessione, premette che «non è detto che la causa del cattivo odore percepito sia l’impianto di trattamento rifiuti». Insomma, - per parafrasare - la puzza potrebbe derivare da altra causa. Premessa fatta, Cermec spiega che «proprio per evitare cattivi odori, sono stati fatti investimenti importanti e ad inizio d’anno è stato acquistato un nuovo biofiltro». Non solo, l’azienda è dotata di particolari «dispositivi che irrorano i piazzali con sostanze che, seppur non nocive, sono in grado di abbattere gli odori». E non è finita perché Cermec ha commissionato anche uno studio per verifiche sulle eventuali emissioni di cattivi odori all’interno dell’impianto e nelle zone limitrofe. Certo, tecnologie e studi a parte, rimane la fisiologia, rimane il fatto che i rifiuti rifiuti sono e rifiuti rimangono, che le temperature estivissime di questi giorni non aiutano, che il vento trasporta. Anche la puzza. Ma chi la sente, qualche volta così forte da non sopportarla, chiede di correre ai ripari.
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