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CLAUDIO FIGAIA. Un brutto episodio, quello della sera scorsa in piazza Alberica. Uno straniero, un nord-africano, che terrorizza, mena e minaccia italiani seduti tranquillamente a un bar del centro...
CLAUDIO FIGAIA. Un brutto episodio, quello della sera scorsa in piazza Alberica. Uno straniero, un nord-africano, che terrorizza, mena e minaccia italiani seduti tranquillamente a un bar del centro cittadino. Un episodio di quelli che sembrano fatti apposta per scatenare le pulsioni razziste che anche qui, nella Carrara che qualcuno si ostina a definire anarchica, si stanno diffondendo senza freni. Non è andata così, stavolta.
Stavolta (e speriamo non sia l’ultima) ha vinto lo spirito di Convivere, che forse non a caso si svolge in questi giorni in città. Certo, i commenti orrendi della serie “bruciateli tutti” su Facebook non sono mancati. Ma quelli, ormai, partono in automatico. E, di sicuro, sullo sfondo dell’episodio ci sono una trasformazione e un degrado sociale del centro storico di Carrara che non devono essere sottovalutati.
Però il Far west di piazza Alberica ha avuto, come ogni western che si rispetti, anche i “buoni”. Che citiamo, in ordine di apparizione. Primi, i due marocchini che hanno lottato con il loro connazionale fino a bloccarlo. Loro, non altri, se non il padre della barista, hanno avuto il coraggio di gettarsi nella mischia. Poi, Silvia Mazzucchelli, la quale dal letto di ospedale, si è sentita in dovere di dire che “serve più umanità” e di spiegare, in risposta al montare dei commenti razzisti, come sono andate le cose, che quell’aggressore “ha dei problemi” e che non tutti i marocchini trasformano bar in saloon per fermare i commenti razzisti. Infine, la sorella dell’aggressore che ha fatto visita in ospedale a Silvia per chiedere scusa a nome del fratello. E i buoni hanno vinto.
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