Sicurezza
Consorzio Cantarelli: l’agricoltura massese è passata da qui
La famiglia di commercianti ha anche fondato il Gran premio Liberazione di ciclismo, diventato una gara internazionale
MASSA. Nella zona racchiusa fra il viale della Stazione, Cervara, Turano e Quercioli fra gli anni Cinquanta e Settanta dicevi “Cantarelli” e si intendeva il Consorzio, dicevi Consorzio (anzi Concorzio...alla massese) ed intendevi Cantarelli. In quel consorzio le famiglie cercavano e trovavano tutto per l'agricoltura: dai semi, alle piantine, e poi bottiglie, fiaschi, solfato di rame ( verderame), zolfo, mangime per animali ( polli e conigli), attrezzi, contenitori per vini e vari, i primi anticrittogamici ed il famoso carburo. Oppure quelli per la casa come carbone, vasellame, bicchieri.
« Ricordo – dice subito Luciana Cantarelli – le balle di erba secca che serviva per fare i materassi, che momenti! Si cercavano quelle cose perchè molte famiglie avevano il campo o campetto – il boom edilizio era molto lontano e la zona era ancora agricola – e le verdure oppure polli e conigli erano ancora fonte di sostentamento molto importante – dice Roberto Cantarelli un altro pezzo dell'importante famiglia».
Capostipite della dinastia dei Cantarelli è stato Annibale detto Libero, classe 1920, scomparso appena due anni fa, che con il fratello Silvio avviò l'attività negli anni Cinquanta insieme alla moglie Umbertina Leverotti, oggi 94 anni portati molto bene. Il commercio cresceva bene, di pari passo con il resto dell'economia. Nel frattempo le figlie, Ilva e Renata, avevano iniziato a dare una mano mentre (Luciana era ancora piccola) e Roberto crescendo cominciava ad aiutare ma doveva anche andare a scuola e la famiglia prese un giovane aiutante, Luciano Della Pina che si rese subito utilissimo ed appassionato. Venne integrato dalla famiglia Cantarelli come uno di loro e qualche anno dopo venne inserito nella società. Lo spazio cominciava a diventare insufficiente ed il fratello di Annibale, Silvio, negli anni sessanta decise di aprire un altro punto vendita, in via Gioconda dove si trova tutt'ora, gestito dal figlio Pier Paolo Cantarelli. La famiglia di Annibale intanto cresceva e bisognava ampliare l'attività, creare altri posti lavoro visto che Simone e Fabio, figli di Roberto e l'altro Pierpaolo ( Della Pina), figlio del socio Luciano, erano pronti per l'avventura. E così dopo essersi guardati attorno venne trovato lo spazio di Turano, davanti al campo sportivo. La vecchia sede, storica del Viale della Stazione è rimasta, gestita da Luciano e dalla moglie Leandra mentre in quella nuova a Turano operano Roberto, la moglie Andreina, la sorella Luciana, i figli Simone e poi Fabio e Pier Paolo Della Pina con le mogli.
«A Turano per volontà di Annibale abbiamo rifatto la società inserendo i figli di Luciano ed ora è una attività molto diversa - dice Roberto – anche se abbiamo mantenuto alcune cose . Negli ultimi anni di Viale della Stazione avevamo cominciato a vedere una trasformazione nelle vendite, nei bisogni dei clienti che stavano passando da quelli storici di agricoltura spicciola, a quelli più moderni e frutti del benessere come alcune macchine agricole, prodotti per giardinaggio. E poi che calavano anche le produzioni del vino “fai da te”, quindi acquisto di tini, botti, bigonce, “camigiane”ed altri strumenti, oltre all'uva. Come potete vedere il nostro piazzale è pieno di tagliaerba. Ed è in questo settore – termina Roberto - che siamo cresciuti nettamente, al contrario dei “vinicultori” che ormai sempre di più comprano vini sul mercato specializzato».
Tutto comunque ruota sempre attorno a quanto iniziato da Annibale e nonna Umberta, sempre circondata da figlie e nipoti, ed infatti la troviamo a casa in compagnia delle figlie Ilva, Renata e Luciana. «Abbiamo cominciato in questa casa – dice Umberta indicando il primo negozio che è rimasto lo stesso di allora – e andando con il carretto ai mercati e ci siamo fatti strada pian piano». È un fitto dialogare fra Umberta e le figlie che alternativamente intervengo su piccole precisazioni. “ Qui era molto diverso – dicono Ilva, Renata e Luciana - prima c’erano poche ville storiche, belle, poi è intervenuta l'edilizia con tutti questi palazzi e siamo stati integrati dalla città»
. Torniamo ora nel cuore della nuova azienda, a Turano. C'è un gran movimento, è tempo di vendemmie, c'è frenesia, tutti impegnatissimi. Ma non possiamo non ascoltare il presidente del Gran Premio Liberazione Città di Massa di ciclismo che si svolge ormai da mezzo secolo nel giorno del 25 aprile, Simone Cantarelli che insieme al fratello Fabio e a Pierpaolo Della Pina guidano il gruppo. « Per quanto riguarda l'azienda – dice Simone – mio padre ha già detto tutto, lui conosce la vita del Consorzio alla perfezione, invece per il ciclismo devo fare una confessione. Siamo arrivati a Turano e poco dopo, come sempre succede nei rioni, sono stato coinvolto nel gruppo ciclistico che organizzava la manifestazione. Poi ho scoperto un'altra cosa: che le due ruote probabilmente erano nel Dna dei Cantarelli: il nonno da piccolo mi portava a vedere le corse e poi che un altro nipote, Silvano Cantarelli, era stato un ottimo ciclista negli anni cinquanta. Insomma – continua Simone – mi sono appassionato e sono finito a fare il presidente, coinvolgendo in questo tutta la famiglia che mi ha appoggiato in pieno. Il Gp Liberazione ricorda un avvenimento tragico della storia di Massa ma che ora è diventata anche una vetrina di promozione per la città importantissima, una gara internazionale conosciuta in tutta Italia. È' il frutto del lavoro dei tanti sportivi turanesi – ci tiene a riconoscere Simone - fra i quali mi piace ricordare Mario ( Marietto) Manfredi e Mario Mazzi, che hanno fatto nascere e trasportato fino ai nostri giorni il Gp Liberazione Città di Massa”. Una bella soddisfazione alla fine! Si è vero - conclude Simone Cantarelli - ma che per mesi ci vede impegnatissimi con tutta Turano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
