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Dissequestri al porto, decide il Riesame

Dissequestri al porto, decide il Riesame

L’Autorità portuale ha impugnato il provvedimento per togliere i sigilli anche dalla banchina di ponente

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CARRARA. A bussare alle porte del tribunale del riesame è l’Autorità Portuale, rappresentata dall’avvocato Adriano Martini. Bussa perché ritiene illegittimo il provvedimento con cui è stata disposta la misura cautelare del sequestro per tutti i mezzi della Porto spa. L’Autorità quel provvedimento lo impugna e oggi a pronunciarsi - sempre che non si riservi - sarà appunto il tribunale del riesame. Step fondamentale, questo, nella complessa partita che si sta giocando al porto. Fondamentale su due fronti: su quello giuridico l’impugnazione prevede, infatti, la discovery, consente quindi alle parti di venire a conoscenza degli atti - o di alcuni atti - del fascicolo del pubblico ministero. Non solo aspetti tecnici, però, perché nel caso il riesame accogliesse le contestazioni mosse dall’avvocato Martini, potrebbe scattare il dissequestro anche per la banchina di ponente, destinata all’attracco di navi da crociera e di navi in grado di realizzare, con propri mezzi, le operazioni di carico e scarico.

Vero che il procuratore capo Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta sul porto, ha già più volte concesso deroghe per l’attracco, altrettanto vero che i sigilli ai mezzi sulla banchina di ponente ancora ci sono. Non ci sono più, invece, sulla banchina Fiorillo, a levante: sono stati rimossi perchè è giunto a termine l’iter con cui la Porto Spa, proprietaria dei mezzi e delle gru, ha ottenuto, con delibera dell’Autorità Portuale, la concessione per l’utilizzo della banchina che è, appunto, area demaniale. È proprio l’occupazione di aree di proprietà del demanio senza averne titolo la contestazione mossa dalla procura. La delibera il titolo lo ha definito e la Procura ha dissequestrato.

Altra storia per la banchina di ponente dove il rilascio della concessione non c’è perchè secondo l’Autorità non ci sono i requisiti, soprattutto in termini di movimentazione.

In ogni caso, se il tribunale del riesame oggi accogliesse le argomentazioni dell’Autorità portuale, la misura cautelare sarebbe revocata. Per tutto il porto, anche per la banchina in cui sono rimasti i sigilli.

Primo step dicevamo di una vicenda complessa in cui un ruolo lo gioca anche la Corte dei conti. Alla corte ha infatti segnalato un possibile danno erariale la stessa procura: l’assenza di concessione e quindi il mancato versamento del canone - queste le argomentazioni degli inquirenti - avrebbero determinato minori introiti per il demanio. Su quella segnalazione la corte farà tutte le verifiche per accertare se il danno si configuri o meno.

(c.s.)

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