Sicurezza
«Ormai siamo soltanto una zona di passaggio»
Imbriani del b&b Marené: la tranquillità e il verde ci sono ancora ma questa non è più la punta di diamante dell’offerta turistica e culturale apuana
MASSA. «Qui dietro – racconta Renato Imbriani, architetto e proprietario del bed and breakfast Il Marenè, mentre indica un punto di via delle Macchie – c'è ancora la casetta all'interno del Poggio Marino con la scritta “L'angolino”. In questa dependance si dice abbiano soggiornato Alberto Savinio e Curzio Malaparte negli anni 40 e in seguito ospiti della presentatrice Nicoletta Orsomando. Il marito della nota “signorina buonasera” aveva comprato l'intera proprietà. Anche il presidente della repubblica Gronchi venne ospitato nella villa».
Mentre parla, Renato sta comodamente seduto sotto il gazebo nel giardino della sua villa da qualche anno ristrutturata e trasformata in una raffinata attività ricettiva per turisti da ogni parte del mondo. «Le famiglie che vengono qui alla fine sono sempre quelle, la gente viene per tranquillità, la pace, molti vengono per i ricordi, per le amicizie nate durante i soggiorni estivi. Questa era punta di diamante del turismo apuano, anche per livello culturale, le famiglie stavano qui per dei mesi, invitavano gli amici più intimi, non mancavano le feste e le frequentazioni tra personalità importanti, ma erano sempre chiuse tra loro, nascoste».
Renato è un libro aperto di racconti e aneddoti che dipingono un ritratto di Ronchi Poveromo carico di vita e di nostalgia, adesso però la zona è soltanto un’area di passaggio: il turista viene, dorme, di giorno va al mare mentre la sera prende la bicicletta e si dirige verso la vicina Versilia. Colpa della scarsa offerta commerciale e dei pochi servizi: «Siamo fermi a decenni fa, molti non sanno neanche cosa sia Ronchi, vengono per i prezzi più bassi ma poi sono attirati dalla vita e dalle attività che offrono le città vicine. Purtroppo osservo un abbandono da parte delle amministrazioni, non si interessano alla quotidianità di questa zona. Abbiamo una storia e una cultura importanti che risalgono ai primi del 900, qui ci sono le case di Tempestini che fece anche i lavori della Bussola e della Capannina, qui venivano gli architetti Rossi e Gardella amici di Crepax, lui stesso aveva casa ai Ronchi, case non esposte, sempre un po' appartate. Qui vicino in via Ombrone c'è Villa Medea, nata nel 1935 dalla mano dell'architetto Tomaso Buzzi, artefice della città ideale La Scarzuola a Montegabbione». Anche il Marenè di Imbriani ha una sua storia da raccontare, «sì l’edificio risale agli anni 30, era di proprietà di mio nonno. Di inverno lo affittava al comune che lo allestiva a scuola elementare, ogni tanto incontro qualche anziano che mi dice “sì io venivo a scuola lì”, mentre d'estate veniva giù con tutta la sua famiglia e passava qui le vacanze».
Alessio Profetti
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