Sicurezza
Mancano cancellieri liberi e l’udienza rischia di saltare
MASSA. Ieri mattina quando non si trovava il fascicolo che conteneva i documenti relativi a due capi di imputazione a qualcuno è saltata la pazienza, dato che a luglio era già saltata un’udienza...
MASSA. Ieri mattina quando non si trovava il fascicolo che conteneva i documenti relativi a due capi di imputazione a qualcuno è saltata la pazienza, dato che a luglio era già saltata un’udienza perché non funzionava l’impianto di amplificazione. Nonostante il fascicolo non si sia trovato, il giudice Fabrizio Garofalo ha dato il via mettendo a verbale quello che era accaduto. E il pubblico ministero Rossela Soffio ha iniziato la sua requisitoria, puntando principalmente sulla fiducia tradita da Mariannina De Angeli, fiducia che i suoi clienti avevano in lei «perché era una chiesa e perché cantava nel coro della parrocchia».
Il processo ha rischiato di saltare anche per un altro motivo. Un motivo che fa capire in che condizioni sono costretti a lavorare in tribunale a Massa. Serviva un cancelliere al giudice Garofalo, ma non c’era nessuno libero. L’organico è ridotto all’osso. Così Cesare Bogazzi, è giusto fare nomi ogni tanto, ha chiuso l’ufficio e si è presentato in aula, andando oltre il suo orario di lavoro e soprattutto sapendop che quello straordinario non gli sarà mai pagato. Ma il processo a Mariannina doveva chiudersi qui, troppo tempo è passato da quando è iniziato. E soprattutto c’era il rischio che altri reati si prescrivessero. Non solo: sia Garofalo sia il pm Soffio sono in fase di trasferimento. E se il pubblico ministero può cambiare senza problemi (tanto anche Soffio aveva ereditato il procedimento dal collega Vito Bertoni) se cambia il giudice si comincia tutto da capo, con la convocazione dei testi già sentiti che devono ribadire quello che hanno già detto. Ci sarebbe voluto troppo tempo. Per questo il cancelliere si è sacrificato. Resta da capire se l’emergenza diventa la normalità oppure se qualcuno risolverà la questione.
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