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Fusani: «Regione vada avanti in ogni caso»

Fusani: «Regione vada avanti in ogni caso»

Gli ambientalisti preparano il piano B: trasformare le cave in miniere tramite il Titolo V

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FIRENZE. Meglio comunque prepararsi al peggio. Ildo Fusani e il fronte ambientalista la pensano così. Certo. Non ci vogliono credere, sarebbe incredibile dal loro punto di vista che la Consulta si esprimesse a favore del governo e facesse rimbalzare a vuoto il loro appello. Ma tutto è possibile. E loro sono pronti. Pronti a rilanciare e a rivendicare coerenza alla Regione Toscana. «Se vincesse il governo – dice Fusani - io mi aspetto che la Regione vada comunque avanti per la sua strada e modifichi la legge regionale sulle cave. Le competenze affidate alle Regioni dal Titolo V della Costituzione gli danno tutte le garanzie. Sarebbe sufficiente che classificassero le cave di marmo come miniere. In questo modo diventerebbero parte del demanio pubblico».

E il risultato sarebbe lo stesso auspicato dai firmatati dell'appello: il ritorno alla proprietà collettiva della cave delle Apuane. Facile a dirsi, molto più complicato a farsi. Anche perché nessuno sa davvero quale posizione prenderà la Consulta.

E poi si presenta un problema in più a proposito di Titolo V. Ora che sono finite le vacanze estive, tutto il paese si sta preparando al referendum sulla riforma della Costituzione fortemente voluta dal governo Renzi e dalla ministra delle Riforma Maria Elena Boschi.

Riforma che cambia nuovamente le carte in tavola proprio sul Titolo V della Costituzione e riconsegna allo Stato alcune competenze. Forse quindi appellarsi al Titolo V potrebbe risultato poco azzeccato da parte di Ildo Fusani. Rimane sullo sfondo, ma poi neanche più di tanto, la sentenza della Corte Costituzionale del 1995. “Quella sì che è importante – insiste Fusani –, conferma la proprietà collettiva delle cave e non è un caso che sia stata la base del regolamento che poi ha portato alla nascita della legge regionale”.

Insomma, secondo Fusani, se la Consulta si esprimesse a favore del governo andrebbe in qualche modo a mettere in discussione la sua stessa sentenza del 1995. Ma le bocce ancora sono ferme. Per ora rimangono sulla scena i due contendenti. Da una parte il governo Renzi, dall'altra la Regione Toscana. E a questo punto non resta che aspettare cosa decideranno i giudici della Corte Costituzione entro la fine di settembre. (s.b.)

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