La manifestazione
Detenuti e alpini insieme per ripulire le Apuane
Un progetto nato per mettere insieme percorsi riabilitativi e cura ambientale La vicesindaca Fambrini: «Occasione per affinare il sistema di relazioni sociali»
CARRARA. Fuori dal carcere per pulire i sentieri sulle Apuane. A breve cinque detenuti del carcere e due soggetti che si trovano in misura alternativa, coordinati dai volontari del CAI, realizzeranno l'attività di pulizia dei sentieri situati del versante carrarese delle Apuane. Quasi una metafora dell’uscita fuori dalle sbarre, andando per sentieri che possano condurre, si spera, alla riabilitazione.
«Il Comune di Carrara – ha spiegato Fiorella Fambrini in qualità di Vice Sindaca con delega alle Politiche Sociali – dà particolare rilevanza a progetti di valenza sociale e pubblica utilità: per questo ha accolto, coinvolgendo gli Assessorati alle Politiche Sociali, all'Ambiente e al Turismo, la proposta del CAI sezione di Carrara per un intervento di recupero e bonifica ambientale che vede nel contempo la rivalutazione di sentieri delle Apuane e la loro migliore fruibilità da parte degli abitanti del territorio e dei turisti. Simili azioni si coniugano con quelle di inserimento di soggetti reclusi o in misura alternativa alla detenzione».
L’intento insomma è di coniugare la cura del territorio con la capacità dell’esperienza carceraria di andare oltre la pena. «Questo progetto ha un certo rilievo perché riguarda non solo la cura e il rispetto del Territorio, ma anche perché affronta il tema dell'integrazione e del rispetto della dignità umana, offrendo opportunità anche a chi ha sbagliato: grazie all'inserimento in attività lavorative, i detenuti tornano ad essere cittadini attivi, instaurando un rapporto umano con i tutor del CAI. Questa esperienza diventa così un'occasione per mettere alla prova e affinare non solo le loro capacità tecniche, ma anche il sistema di relazioni sociali. Un piccolo grande progetto da sviluppare in futuro», ha concluso la Vice Sindaco Fambrini.
«Nell'importanza di iniziative di recupero di questo tipo crede molto la Casa di Reclusione di Massa» ha dichiarato la direttrice Maria Martone. A titolo esemplificativo la Dottoressa Martone ha ricordato la recente attività che coinvolge cinque detenuti assunti all'interno del carcere da una Azienda del settore macchine per il caffè, la produzione di biancheria da destinarsi ad altri Istituti di pena e la coltivazione di ortaggi e frutta biologici venduti nello spaccio interno. «La collettività deve farsi carico di questo problema e aiutare il carcere nel percorso di recupero – ha dichiarato la Dottoressa Martone – il riscatto sociale e il recupero della legalità passano anche dall'occuparsi della tutela del bene comune, come nel caso della pulizia dei sentieri, obiettivo di questo progetto, reso possibile grazie alla sinergia istituzionale che crea un ponte tra la casa di pena e la città».
La misura alternativa prevede anche l'obbligo del "risarcimento sociale": «Questo progetto – a parere della Dottoressa Elisa Bertagnini responsabile dell'Ufficio di Esecuzione penale esterna – diventa molto importante nel percorso individuale di recupero, perché responsabilizza i soggetti coinvolti che cercano di rimediare fattivamente, con azioni concrete, al danno commesso». Il Club Alpino Italiano sezione di Carrara, rappresentato dal referente Mario Viaggi, ha quindi esposto il programma: già fatta una selezione di sentieri, sui quali i volontari lavoreranno fianco a fianco con i soggetti individuati dalla Casa di Pena e dall'Ufficio Esecuzione della Prova Esterna.
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