Sicurezza
«Prima la salute» I No Costa pronti a tornare in piazza
Il comitato di cittadini di Albiano contro la riapertura e in difesa di Malatesta: ha fatto solo rispettare la legge
ALBIANO MAGRA. L'annuncio della Regione Toscana, che ha riaperto uno spiraglio sulla delicata vicenda della ditta Costa, con i suoi 50 posti di lavoro a rischio – l’azienda ha sospeso le procedure di mobilità per i dipendenti – naturalmente non è passato inosservato ad Albiano Magra.
Infatti, gli albianesi che chiedono la chiusura della ditta Costa, che era parsa inevitabile a seguito del diniego della Provincia di Massa Carrara a firmare la proroga delle autorizzazioni all'esercizio, non ci stanno, e tornano a ventilare il ricorso alle barricate dalla pagina facebook "Uniti per Albiano", dove ieri hanno inserito diversi post molto critici, in particolare il seguente: "Presidente Rossi, cosa non hai capito ancora di questa storia? Gli operai li puoi rimpiazzare in qualsiasi momento, dove vuoi, la salute dei nostri figli, purtroppo, no. Costa Mauro è incompatibile per Albiano. Vuoi le barricate? Tra poco torneranno le piogge, le strade verranno chiuse, i ponti non saranno accessibili. Vuoi nuovamente creare disagi a tutti, oltre a privarci del diritto alla nostra salute?"
Parole che evocano, tra l'altro, nuove passeggiate sulle strisce pedonali nell'imminente stagione autunnale, mentre Walter Moretti, uno dei leader della mobilitazione, il quale è assurto un po' a simbolo della protesta con il suo fido megafono, raggiunto telefonicamente, dichiara quanto segue: "Davvero non ci facciamo spaventare da questi annunci, ma è pur vero che abbiamo sempre detto che la ditta Costa deve mettersi in regola, poi può anche continuare a lavorare. Quindi, se c'è chi vuole fare le barricate, le faccia...". Inoltre, sempre sulla pagina facebook "Uniti per Albiano" si prendono le difese del presidente della Provincia, Ugo Malastesta, attaccato, negli ultimi giorni, soprattutto dalla Cisl e, "cosa ancor più grave, non difeso neppure - si può leggere sulla pagina facebook "Uniti per Albiano" - dagli esponenti del suo partito. Il peccato originale di Malatesta, pensate un po’, è quello di aver fatto rispettare la legge. Certo in questo paese, dove viene premiato chi tesse rapporti clientelari con gli amministratori, è un'anomalia talmente grande che va assolutamente ripudiata. Caro Presidente Rossi, i posti di lavoro vanno tutelati e salvati, ma gli imprenditori che hanno lavorato fino ad oggi nell'illegalità vanno eliminati. Altro che regalargli un'altra opportunità. Stando ai fatti, volete che il paese si spopoli?”
Ricordiamo che la chiusura della ditta Costa è ancora evitabile, visto che la proprietà dell'azienda che lavora rifiuti ad Albiano Magra da 20 anni ha accettato, su richiesta della Regione Toscana, di sospendere le procedure di mobilità per i circa 50 addetti che si occupano del trattamento e della gestione dei rifiuti. Come detto, uno spiraglio che si apre "per risolvere positivamente - scriveva ieri la Regione Toscana - il caso dell'azienda che rischia la chiusura, con la conseguente messa in mobilità di tutti gli addetti impiegati direttamente e nell'indotto, dopo che il rinnovo dell'autorizzazione ambientale, necessaria a proseguire l'attività, le è stato negato dalla Provincia di Massa Carrara".
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