La manifestazione
Muscoli di marmo, la sfida è in cava
Marble Race: dal salto a ostacoli fra i blocchi alla arrampicata sulle ruspe: la cronaca di una giornata di sport
davvero speciale. Il racconto di Patrick impiegato e “superman”
CARRARA. Hanno saltato sui blocchi di marmo bianco. Corso a perdifiato sui ravaneti. Si sono lanciati dalle benne degli escavatori e arrampicati sulle fune che si usano nelle operazioni di cava.
Una gara spettacolare dove i bacini delle Apuane sono divenuti parte integrante della competizione stessa. Una Marble race mozzafiato quella che è andata in scena ieri nel bacino di Colonnata.
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Gli atleti si sono misurati in dislivelli vertiginosi tra panorami incantevoli. In una gara ad ostacoli di sei chilometri con ostacoli (i blocchi) e una gara di corsa “trial” con dislivelli vertiginosi. Una sfida per muscoli di marmo che ha visto protagonisti atleti e atlete arrivati da tutto il mondo.
E fra i supermen della Marble race anche un quarantunenne di Carrara, Patrick Biava, impiegato commericale per l’azienda Bruno Lucchetti. Uno, insomma, che le cave le consoce bene per lavoro ma che ieri le ha viste in un’ottica completamente diversa.
«Per la gara in se non mi sono allenato moltissimo perché in periodo di ferie di solito mi riposo. - racconta patrick dopo aver tagliato il traguardo della gara al quattordicesimo posto (ma la classifica ufficiale si saprà soltanto oggi ndc) - Ho cominciato a correre 4 anni fa. Il primo anno mi è servito a rimettermi in forma dopo una ventina d'anni di quasi completa inattività, poi dopo il primo anno ho cominciato a fare gare dai 10 chilometri come la Stracarrara, più mezze maratone fino alla maratona completa (a Pisa nel 2014)».
SFIDA TRA I BLOCCHI, IL VIDEO
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«Un'anno e mezzo fa poi ho pensato di rendere il mio allenamento più completo e mi sono messo nelle mani di Francesco Menconi - continua Patrick - Con lui e con il team FKS ho cominciato a fare CrossX ed avvicinarmi alle mud races. La prima gara fatta con loro è stata la Marble Race dell'anno scorso, che si era tenuta al mare. Poi quest'anno abbiamo provato le Spartan Races e in quattro mesi abbiamo superato i 3 livelli. E così ci siamo cimentati nella prima Marble Race alle cave e devo dire che è stata una gara emozionante, divertente e suggestiva, con uno scenario mozzafiato che io conosco bene, ma che molti hanno visto oggi per la prima volta».
Una gara che ha entusiasmato non solo gli atleti, alle prese con bancate di marmo e strade di cava, ma anche il pubblico che ha seguito la competizione. Una sfida che ha unito la prestanza fisica alla storia. «Anche quest’anno a rivivere simbolicamente è stato lo spirito degli Apuani, nella battaglia di Saltus Marcius dove nel 186 a.c. inflissero una grave sconfitta al console Quinto Marcio Filippo, ed alle sue legioni, dopo averle attirate nelle strette gole della zona- hanno spiegato gli organizzatori della kermesse - Furono uccisi non meno di 4.000 legionari ed il luogo del disastro fu successivamente chiamato “Saltus Marcius” gli Apuani, uomini e donne, furono ricordati a lungo come valenti guerrieri dai romani e alcuni storici romani li descrivevano così. Le donne combattono come gli uomini, spietate e feroci come fiere” e ancora, con riferimento alla sconfitta romana del 186 a.C., “si stancarono prima gli Apuani di inseguire, che i romani di fuggire. Successivamente solo per numero vennero soppressi dai Romani, e coniarono il Motto, che ancora oggi riecheggia in questi monti».
«Il simbolo della competizione in cava era l’elmo Apuano ritrovato negli scavi- proseguono - unito all’arma simbolo dei guerrieri Apuani, il pennato, che da sempre accompagna la storia delle nostre terre, prima come arma per difendersi, poi come attrezzo contadino con cui vivere».
Storia e bellezza, quelal di un paesaggio che ha lasciato letteralmente senza fiato gli atleti, per questa corsa ed ostacoli, tra le montagne Apuane.
E per un giorno la cava si è trasformata in una maxi palestra, dove gli attrezzi da lavoro sono diventati parte essenziale della sfida. Proprio così coem lo sono diventati i blocchi di marmo e quelle strade che, nei giorni di lavoro, vengono percorsi dai grossi bisonti del marmo. Ieri li hanno calcati le atlete e gli ateleti di una Marble race che rimarrà impressa negli occhi di chi l’ha vissuta da protagonista.
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