Sicurezza
Licenze facili in centro, i commercianti frenano
Con la nuova norma è possibile aprire attività senza cambi di destinazione d’uso. La Confesercenti: «Allargare a cibo e bevande significa pizzerie e kebab ovunque»
MASSA. La liberalizzazione del commercio all'interno del centro storico di Massa incassa un tiepido «ni» dai rappresentanti delle categorie, le più interessate alla grande rivoluzione. Sia Paolo Arpagaus, segretario della Confesercenti di Massa Carrara, che Claudio Lotto presidente di Confimprese Massa Carrara e Versilia, si dicono scettici su questo percorso e chiedono all’amministrazione un confronto.
Strano: il Comune dice ai commercianti che da oggi sarà possibile impiantare qualsiasi attività, compatibile con le normative Asl e Arpat, dentro locali già esistenti del centro, senza cambi di destinazione d'uso e senza oneri di urbanizzazione, il tutto per facilitare la ripresa del commercio locale, ma le categorie non saltano dalla gioia, come ci si aspettava. Anzi le voci che si levano fanno notare diverse problematiche nel piano proposto dal Comune.
Il più critico è Arpagaus: «Vorremmo vedere bene le carte, studiarle insieme all'amministrazione; qui ci coinvolgono sempre a cose fatte. Questa liberalizzazione porta con sé un rischio: aprire le porte del centro storico a tutti, significa farlo diventare un magnificio».
«Non avere più diversificazioni, non avere più una pianificazione- continua il segretario della Confesercenti- porge il fianco a tutta una serie di imprese che con il nostro centro storico non c'entrano nulla; sappiamo tutti che un negozio di mobili, ad esempio, non apre in centro non perché non c'è il fondo adatto, ma per ben altri motivi. Invece, allargare le maglie alla somministrazione di cibo e bevande e all'artigianato, che da noi vuol dire pizzerie,friggitorie e kebab, annulla tanti sforzi fatti per regolarizzare il commercio a Massa centro».
Arpagaus non boccia completamente la proposta, ma chiede al comune di andarci cauto e considerare le opinioni dei commercianti che fino ad oggi hanno resistito in centro storico: «Vorrei far notare al sindaco – dice Arpagaus- che non ci sono fondi sfitti solo di stampo artigianale, o commerciale, per cui si potrebbe intravedere l'esigenza di liberalizzare; di fondi sfitti ce ne sono per tutti i gusti. Il nostro commercio è in crisi per ben altri motivi, non di certo per quelli che ci vogliono suggerire oggi. Manca l'attrattiva, mancano progetti seri di rilancio del centro; non è il vincolo urbanistico che non fa aprire negozi, è l'incapacità di proporre attività. Insomma, qualche passaggio in più questa liberalizzazione del commercio credo la meriterebbe, per non ritrovarci come sulla ZTL, a dover fare marcia indietro».
Quasi dello stesso avviso il presidente Lotto: «È possibile che con questo intervento si riesca a dare un po' più di respiro ai commercianti – spiega – ma l'errore è all'origine. E' la ZTL».
Lotto non ha dubbi: «Con questa tipologia di ZTL il comune di Massa ha letteralmente bruciato il sistema commerciale esistente e adesso ricostruire tutto da capo non è immediato, né scontato che riesca. Alcune attività già se ne sono andate; chi rimane fa i conti con il 10% in meno dei guadagni e chi dovrebbe investire viene dissuaso; gli affitti sono troppo cari, il centro non crea attrattiva, i parcheggi cerniera non sono stati costruiti e rischiare è pericoloso, non si trova quasi nessuno che voglia farlo».
E prosegue con le critiche, dando un contesto al rischio che vede nella misura: «La liberalizzazione del commercio è un segnale positivo per un qualcosa già intaccato; a rimetterci saranno a breve anche gli immobili che perderanno valore. Nemmeno il commercio ambulante regge più: abbiamo notizia di ben 52 certificati di assenza inviati all'amministrazione, che sono il segnale di un tessuto strappato. Ci sarebbe bisogno di ben altro che la possibilità di aprire un negozio in qualunque locale del centro, è la classica soluzione che non risolve nulla. Credo che, a questo punto, gli eventuali nuovi negozianti non farebbero la fila per farlo neanche a queste condizioni».
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