Il Tirreno

Acqua e marmettola, contestato il presidente Rossi

di Cinzia Chiappini
Acqua e marmettola, contestato il presidente Rossi

Alla festa dell’Unità di Ricortola critiche anche al sindaco. L’appello: Zubbani non firmare il protocollo per il Sagro

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CARRARA. I contestatori apuani di Enrico Rossi si sono dimostrati di gran lunga più educati dell’allevatore che, poco più di un mese fa, a San Miniato rovesciò addosso al Presidente della Regione Toscana un intero secchio di letame. Sì perché giovedì sera il governatore, ospite della Festa del Pd di Ricortola, è finito di nuovo nel mirino della protesta.

Questa volta però l’iniziativa è rimasta nei limiti della civiltà e dell’educazione e, va detto, che il Presidente, nonostante il brutto precedente, si è mostrato sereno e addirittura sorridente. Tutto è successo in apertura di dibattito: sotto il gazebo allestito dai democratici c’erano il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, quello di Massa Alessandro Volpi, il segretario provinciale del Pd Cesare Leri, il presidente della provincia Ugo Malatesta e lui, l’ospite d’onore, Enrico Rossi.

Leri aveva appena iniziato a parlare quando due uomini si sono avvicinati al gazebo, in modo “ruspante” ma pacifico: il primo, claudicante, con tanto di stampella ha annunciato di trovarsi lì «per fare un omaggio al presidente» mentre il secondo, che lo seguiva a ruota, aveva in mano due bottiglie d’acqua. «E’ presa dai nostri fiumi e dalle nostre sorgenti. Le conservi qualche giorno a casa e poi si renderà conto di quanta marmettola contengono» hanno spiegato i due, rivolti un po’ al governatore un po’ al pubblico. «Qui rischiamo di rimanere senz’acqua… è contaminata dalla marmettola, quella che viene dalle cave» hanno aggiunto prima di essere allontanti.

Tutto è successo nel giro di pochi istanti perchè il segretario Leri ha immediatamente invitato i due ospiti “sgraditi” ad allontanarsi per chiedere semmai la parola più avanti, a fine dibattito, come il resto del pubblico. Dalle prime file si è alzato un militante, piuttosto nerboruto, che si è frapposto tra i due uomini e Rossi. Il governatore, dal canto suo, è rimasto calmo e anzi, ha preso in mano una delle due bottiglie (l’altra è andata al sindaco Zubbani, anche lui molto tranquillo) agevolando di fatto la fine della protesta. Un’iniziativa decisamente “spontanea” messa in piedi da una manciata di persone vicine ai movimenti ambientalisti ma non riconducibili espressamente ad alcuna sigla. L’obiettivo, hanno spiegato, era quello di sensibilizzare i rappresentanti delle istituzioni sul problema dell’inquinamento delle sorgenti e dei corsi d’acqua che a causa dell’attività estrattiva si riempiono di marmettola. E parlando di cave, i contestatori non hanno rinunciato a riaccendere i riflettori sul problema del bacino del Sagro.

A fine dibattito, due di loro si sono avvicinati al sindaco di Carrara Angelo Zubbani, incalzandolo sulla questione del ritorno sulle strade cittadine dei mezzi pesanti. Il tema è quello della bozza di protocollo di intesa che, una volta firmato, permetterà ai mezzi pesanti provenienti dal Sagro di attraversare Carrara. «Non ho ancora firmato nulla e i camion non possono passare» ha precisato il primo cittadino. I suoi interlocutori gli hanno ricordato che però c’è già una delibera di giunta approvata al riguardo: «Dopo due votazioni favorevoli del consiglio comunale, la giunta ha approvato una delibera che mi autorizza, eventualmente, a firmare il protocollo. Fino ad allora la delibera non è efficace e ripeto i camion non possono passare» ha ribattuto Zubbani. Ma le parole del sindaco di Carrara non hanno convinto i contestatori che hanno ricordato a lui e a tutti i presenti come per estrarre un materiale per nulla pregiato si consenta la devastazione di una zona situata all’interno di un Parco regionale: «Al Sagro si lavora anche la domenica, è assurdo…non firmi quel protocollo». Secca la replica di Zubbani: «E’ bizzarro che il Comune di Fivizzano da’ le concessioni, il parco l’autorizzazione, la provincia ci chiede un tavolo per i problemi occupazionali di quel bacino…e chi la paga? Il sindaco di Carrara»

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