Sicurezza
Porto, i macchinari lavorano a singhiozzo
L’atteso dissequestro non arriva, si va avanti con l’autorizzazione temporanea della Procura
CARRARA. Si lavora ma ancora a singhiozzo al porto di Marina di Carrara. I macchinari sono utilizzabili su autorizzazione “temporanea” della Procura. Ma nonostante da ieri sia entrato in vigore la nuova concessione per la banchina Fiorillo, il dissequestro tanto atteso da Porto Spa e dipendenti non è arrivato.
Le speranze dei vertici della Porto Spa e i lavoratori che ieri, in concomitanza con l’entrata in vigore della nuova concessione per la Banchina Fiorillo, dalla Procura di Massa-Carrara arrivasse l’agognato dissequestro dei mezzi sono state disattese. Quella di ieri è stata una lunga attesa, che si è protratta per tutta la giornata, ma alla fine, quello che dirigenti e operai considerano l’unico atto in grado di riportare il porto alla normalità – la rimozione dei sigilli dai mezzi sequestrati venerdì - non è stato firmato.
«Speriamo che la situazione si sblocchi al più presto, aspettiamo ancora l’atto del tribunale. La revoca anche oggi non è stata disposta…non ci resta che affidarci a Dio» è stato il commento drammatico dell’Amministratore delegato della Porto Spa Paolo Dello Iacono in chiusura di giornata. Lo scalo certo non è più “paralizzato” ma secondo le testimonianze di lavoratori e delegati sindacali, l’attività procede a fatica. Il grosso del lavoro ieri si è concentrato sulla banchina Tagliercio, dove sono ormeggiate due navi da scaricare. Qui si lavora con l’autorizzazione “mirata” e si proseguirà così fino a sabato: qualche gru, alcune ruspe e – testimoniano gli addetti – un solo carrello a disposizione, cosa che complica le manovre. E poi ci sono alcuni blocchi di marmo, scaricati da una nave turca, che devono essere spostati da ponente a levante, anche qui con i mezzi “centellinati” dai sigilli.
Sulla Fiorillo, la banchina interessata alla nuova concessione ex articolo 18 della legge 84/94 che da oggi la “assegna” in esclusiva alla Porto Spa, l’attività è invece scarsa. Molti speravano nel dissequestro in concomitanza con l’avvio della nuova concessione, ma anche ieri i sigilli sono rimasti al loro posto. Fino a sabato c’è l’autorizzazione temporanea arrivata mercoledì dalla Procura: ma per gli addetti ai lavori, fino a quando i magistrati non firmeranno il dissequestro, la situazione continuerà a restare delicata.
Anche per questo ieri mattina, nel corso della commissione Attività Produttive Massimo Menconi (Prc) ha lanciato la proposta di un’iniziativa dei capigruppo del consiglio comunale, che verrà formalizzata nella prossima riunione. Intanto sempre da Rifondazione è il circolo A.Maggiani di M.di Carrara a commentare la vicenda: «Contestiamo è il metodo adottato che ci è sembrato senza dubbio inadeguato.(…) Siamo dalla parte dei lavoratori che ancora una volta, essendo l'anello più debole, pagano scelte e decisioni che potevano essere quantomeno pianificate»attacca il segretario Alfredo Rossi che coglie l’occasione per ribadire il più totale dissenso del suo partito, «al paradossale accorpamento del nostro porto a quello di una regione limitrofa e non agli altri porti della Toscana». Non manca poi una strigliata all’amministrazione: «Invitiamo il sindaco Zubbani ad aprire gli occhi e ad accorgersi che l'economia di questo territorio è in forte crisi da tempo e che non è sufficiente avvallare concessioni di spazi demaniali a lungo termine per avere garantiti riscontri positivi sull'occupazione».
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