Il Tirreno

L’autopsia fa luce sulla morte di Bea

L’autopsia fa luce sulla morte di Bea

Secondo i primi risultati del lavoro dei medici la bambina è morta a causa di una massa sospetta. I genitori chiedono chiarezza

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LA SPEZIA. Una massa sospetta che avrebbe fatto pressione sui polmoni della piccola Beatrice Astone, fino a procurarne la morte. Questa è l’indiscrezione – riportata dal “Secolo XIX” – che viene dall’autopsia effettuata dal medico legale Luca Taiana che deve ancora ultimare la relazione sull’analisi eseguita il 4 agosto sulla piccola Beatrice. Taiana è il medico che ha eseguito l’autopsia su Yara Gambirasio, la tredicenne uccisa a Chignolo d’Isola.

Se così fosse sarebbe stata dunque una malattia a strappare via Beatrice dall’amore dei suoi cari, una tragedia che aveva commosso l’intera comunità spezzina. E che in caso di conferma aprirebbe nuove domande sul terribile destino di Bea. Fatalità o ci sono state responsabilità e negligenze?

Innanzitutto c’è da capire se la malattia, una volta individuata con precisione, fosse o meno «operabile tecnicamente». Ma i familiari della piccola Bea, assistiti dall’avvocato Filippo Zanasi, sono intenzionati a fare luce su un altro quesito da non dormirci la notte: si poteva, tramite una semplice ecografia, scoprire la massa sospetta per potere intervenire per tempo?

Qualsiasi sia la risposta, per accertare eventuali responsabilità dei medici bisognerà aspettare ancora del tempo e leggere la relazione che l’anatomopatologo Taiana sta preparando. E che servirà a chiarire se si è trattato di una patologia che si è scatenata all’improvviso o se invece si sarebbe potuto intervenire per tempo.

Il padre della piccola, Fabio Astone, aveva dichiarato al “Secolo XIX” che «la sera del 26 luglio i medici del “118” parlavano di un possibile ricovero per tenere la bimba in osservazione ed effettuare accertamenti. La pediatra dell’ospedale Sant’Andrea però ci ha mandato a casa dopo poco tempo. Il 31 luglio abbiamo chiesto le analisi ma ci è stato spiegato che, per effettuare esami del genere, dovevamo rivolgerci al medico curante, cosa che abbiamo ovviamente fatto il lunedì successivo. Martedì mattina erano previsti gli esami a Massa ma nella notte è successo quello che è successo».

Gli investigatori hanno ascoltato testimoni per ricostruire gli ultimi giorni di vita di Beatrice e stanno controllando le cartelle cliniche per accertare che la procedura seguita sia quella prevista dal protocollo ospedaliero.

Sarà comunque l’esito dell’autopsia a far sì che si possa capire di più su cosa sia successo a Beatrice, sgombrando il campo dalle supposizioni.

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