Il Tirreno

Francesco Gabbani, che festa nella sua Carrara

di David De Filippi
Francesco Gabbani, che festa nella sua Carrara

Concerto affollatissimo in piazza Alberica: cinquemila presenze. Il pubblico ha comprato 250 dischi e l’autore ha voluto firmarli tutti

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CARRARA. Piazza Alberica stracolma, bambini che sorridono, mamme che ballano e gente alla finestra che canta assieme a lui: Francesco Gabbani col suo concerto a Carrara ha portato nel cuore della città una festa di cui si parlerà per diverso tempo.

Che ci fosse l’aria di “evento” lo si è capito dal flusso di auto che andavano in direzione del centro cittadino, come accade per la sera dei fuochi, ma all’incontrario: i tanti che procedevano verso i monti, hanno raggiunto la piazza, alimentando un’energia bella, che il bravo Gabbani ha amplificato con la sua musica.

Introdotta da Andrea Secci di Radio Nostalgia, la serata è cominciata con un minuto di raccoglimento voluto dal cantante, in memoria delle vittime del terremoto.

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Le quasi cinquemila persone presenti, tra cui il parroco don Raffaello e rappresentanti delle istituzioni, hanno osservato un silenzio quasi surreale, per poi esplodere in un applauso da stadio, dando il via allo show con il brano “La Strada”.

Molto toccante il brano “Per tornare liberi”, che Gabbani dedicò alle persone colpite dall’ultima alluvione e poi naturalmente “Amen”, che ha fatto ballare anche le pietre della piazza, fino alla romantica “Eternamente Ora”, brano che da il nome all’album targato Bmg.

Il concerto, tecnicamente preparato da La Musica col supporto di Fabrizio Fruzzetti, è stato anche un viaggio nel panorama musicale italiano, con brani di Mogol, Battisti, Nada, Vinicio Capossela e Jannacci, a dimostrazione della versatilità estesa del polistrumentista Gabbani.

«Suonare davanti alla mia gente e in questa piazza che mi ha visto bambino è stato commovente – ha dichiarato il cantante apuano - Le persone mi hanno dato un supporto costante, da Sanremo fino a questo concerto. Grazie davvero a tutti quanti».

Il ringraziamento è andato poi anche a Radio Nostalgia, al Comune e all’assessore Giovanna Bernardini, che ha fortemente creduto nella serata di ieri sera.

«Un evento indimenticabile, fatto da un ragazzo che ha amore per la città – ha commentato l’assessore - Francesco sa dare entusiasmo con una musica che arriva a tutti e Carrara gli ha reso omaggio in un’atmosfera di gioia autentica».

«Gabbani è un amico fraterno – ha spiegato Andrea Secci – Sono felice di aver contribuito a questo evento. Serate così fan bene al cuore». «Arriviamo da un’estate altalenante, divertente ma anche faticosa» - ha aggiunto Filippo Gabbani, batterista della band e fratello di Francesco («Lui è il fratello bello e gli faccio tenere la barba per non farmi sfigurare» – dice spesso Francesco scherzando sulla sua rivalità con il fratello) - «Abbiamo costruito un percorso fatto di tanti mattoncini e mi auguro di poter lavorare ancora un bel po’, per rendere questo viaggio sempre più lungo e ricco di soddisfazioni».

Soddisfazioni che hanno già raccolto Riccarda e Sergio, i genitori, circondati a loro volta di tanto affetto. «E’ stata la celebrazione di un artista – ha dichiarato il maestro Lorenzo Bertelloni, tastierista della band – Collaboro da anni con Francesco e sono felice che la gente abbia realizzato la portata del suo estro, accogliendolo con una tale dimostrazione di affetto».

E la serata, che è stata oggetto anche di riprese video con finalità ancora “top-secret”, è proseguita con un lungo firmacopie: il pubblico infatti ha acquistato 250 dischi e Francesco ha voluto firmarli tutti, fino all’ultimo.

Calcolando anche solo un minuto a persona, 250 Cd significano alcune ore di backstage, tra foto e autografi.

C’è poi chi ha portato cartelloni di foto per l’artista, chi aveva sue magliette da far firmare, chi addirittura aveva sostenuto una tesina sulla sua, come un ragazzo di Lucca (anche lui di nome Francesco), sfoggiante un paio di baffetti, uguali a quelli del suo idolo.

Le luci si sono spente dopo le 2:15, quando l’ultimo paziente ammiratore ha ottenuto la sua “reliquia” fotografica da quel Francesco che, non sarà un Papa, ma è capace comunque di radunare grandi folle.

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