Via Casilina, fermata la demolizione
Tra Comune, Regione e difensore civico fitto scambio di lettere sulle opere idrauliche da fare a Bonascola
CARRARA. Tra la direzione Difesa del Suolo della Regione e il Comune di Carrara è in atto un intenso carteggio. Oggetto del contendere sono i lavori in via Casalina. Secondo i tecnici del municipio si tratta della demolizione del muro abusivo ordinata proprio da Palazzo Civico ma secondo la Regione l’intervento non è a norma e potrebbe di ostacolare le opere di mitigazione del rischio idraulico già progettate dagli enti. E' uno scambio fitto e intenso quello in corso tra Regione Toscana e Comune di Carrara sulle opere in via Casalina. Da un lato c'è il Settore Genio Civile Toscana Nord presso la Direzione Difesa Suolo della Regione Toscana che ha sede a Massa con il Difensore Civico Regionale, e dall'altro gli uffici del settore Lavori Pubblici del municipio.
Lo scambio di missive riguarda via Casalina a Bonascola e in particolare il muro abusivo di proprietà di Ferruccio Corsi nonchè le opere di mitigazione del rischio idraulico da effettuare in zona. Due interventi correlati, visto che il manufatto sorge proprio su un canale tombato che gli enti hanno progettato di stombare. A innescarla il carteggio estivo sono stati i residenti della zona, sul piede di guerra da anni contro il muro oggetto, nel 1999, di un'ordinanza di demolizione da parte del comune. Per oltre 15 anni il provvedimento è rimasto lettera morta e solo nel settembre 2015, proprio quando il municipio stava intervenendo con mezzi propri, il titolare del manufatto ha iniziato l'opera di demolizione. Lavori che però, secondo le segnalazioni del residenti, non solo si sono interrotti a metà ma rischiano addirittura di peggiorare la situazione. Sulla base di queste segnalazioni, a inizio luglio, il dirigente del settore Difesa del suolo Enrico Bartoletti scrive a Piazza Due Giugno per chiedere «chi ha incaricato la ditta che sta operando in loco e se sono state acquisite le eventuali autorizzazioni necessarie» visto che dagli uffici competenti della Provincia non è stato rilasciato alcun nulla osta. Di lì a poco è il dirigente dei Lavori Pubblici del Comune, Luca Amadei, a replicare rassicurando che «il comune ne è a conoscenza per numerosi incontri che si sono svolti alla presenza dei tecnici del genio e della Regione nonché dei tecnici della Provincia» e che il proprietario ha recentemente indicato «la data del 15 luglio per la fine lavori». Quanto poi alle opere relative alla mitigazione del rischio idraulico, Amadei ricorda come «il comune ha più volte sollecitato l'azione già convenuta e programmata da attuarsi con fondi messi a disposizione dalla Regione». Come a dire che Palazzo civico è perfettamente al corrente di quanto sta facendo Corsi e che, per la stombatura del canale, attende l’intervento degli uffici regionali. Tutto chiarito? Secondo la Regione e il difensore civico assolutamente no. In una nota di fine agosto, il dirigente Bartoletti replica che « visto quanto emerso in sede di sopralluogo (...) si ritiene il proprietario, stia operando in violazione del Regio Decreto». Le opere effettuate fin qui, secondo il dirigente, hanno anche una seconda, pericolosa conseguenza: «la posizione delle terre armate di recente realizzazione sembrerebbe di ostacolo all'esecuzione di quanto previsto nel Progetto definitivo della Provincia». Anzi, aggiungono dal settore Difesa del Suolo, «la situazione rilevata in sede di sopralluogo non è riconducibile neanche al progetto “Lavori di demolizione opere abusive in via Casalina, 19 a Bonsacola”» e per questo invitano il proprietario «a sospendere i lavori». Dello stesso tenore l'intervento del difensore civico Lucia Franchini, del 28 agosto: «I lavori appaiono eseguiti in violazione della normativa (...). Anche la posizione delle terre armate è considerata di ostacolo all’esecuzione de Progetto elaborato dalla Provincia di Massa Carrara. L’intera area è classificata in Pericolosità Idraulica elevata e la realizzazione di nuovi interventi non deve aumentare il livello di rischio in altre aree.» Insomma, sostengono dalla Regione, non solo il muro non è stato ancora abbattuto completamente ma gli interventi fin qui effettuati rischiano di rendere più difficoltosa la “messa in sicurezza” della zona, progettata dopo l'alluvione.
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