Il Tirreno

Porto, dissequestro per quattro giorni

di Cinzia Chiappini
Porto, dissequestro per quattro giorni

Ore di attesa e tensioni, poi il via libera a tempo dalla procura. Mezzi al lavoro, in vigore la concessione sulla Fiorillo

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CARRARA. Ancora una giornata difficile per lo scalo apuano. Nel primo pomeriggio di ieri era atteso il provvedimento di dissequestro provvisorio richiesto dalla Porto Spa alla procura per le operazioni di scarico di due navi. Dopo oltre un’ora di attesa, nel corso della quale l’ad Dello Iacono ha tuonato ancora una volta contro i responsabili di questa situazione, è arrivato il nulla osta e i lavoratori hanno potuto iniziare l’attività. Il nulla osta è valido fino a sabato 3 settembre.

Due navi con un carico di 15 mila tonnellate ciascuna sono attraccate alle banchine del porto di Marina di Carrara. Ieri per tutta la mattinata e per le primissime ore del pomeriggio nessuno le ha potute toccare. Per scaricarle servono le gru, quelle stesse gru su cui venerdì scorso la procura della Repubblica ha apposto i sigilli, ipotizzando il reato di occupazione abusiva. All’indomani di quel provvedimento i magistrati si erano impegnati a concedere autorizzazioni temporanee e mirate, onde evitare la paralisi dello scalo apuano. Ieri per tutta la mattinata e nelle prime ore del pomeriggio lavoratori e dirigenti della Porto hanno atteso quel “nulla osta”. Fino alle 15 invece è rimasto tutto fermo.

«Qui è tutto bloccato, così non si può lavorare. Ci sono due navi che attendono di essere scaricate e nessuno può toccare nulla. Se poi saremo costretti a lasciare a casa i lavoratori, qualcuno ne risponderà» ha tuonato, esasperato dall’attesa, l’amministratore delegato della società, Paolo Dello Iacono. Ieri, come il giorno precedente, e quello prima ancora, era furibondo. La soluzione provvisoria indicata dalla Procura, quella delle autorizzazioni temporanee che dovrebbero consentire l’attività nello scalo nonostante i sigilli ai mezzi scattati venerdì scorso, per l’amministratore delegato della Porto spa non funziona. E dello stesso parere sono i dipendenti che nell’assemblea di martedì pomeriggio hanno chiesto il dissequestro in tempi brevi.

Poi dopo oltre un’ora di attesa, poco dopo le 16, la svolta: «È arrivata l’autorizzazione, è arrivata l’autorizzazione!» le grida degli operai riecheggiano sulle banchine. Il lavoro può partire. «Procediamo subito» annuncia Massimo Maggiani, delegato Fit Cisl, di turno proprio al momento dell’arrivo del nulla osta. Le due navi attraccate alla banchina Taliercio, una carica di bauxite e una di barrite, per un totale di circa 30 mila tonnellate di materiale, vengono letteralmente prese d’assalto con le due gru da cui sono stati provvisoriamente rimossi i sigilli. Sarà un lavoro lungo: per spostare tutto quel materiale con un camion da 30 tonnellate, servono circa 500 viaggi per ciascuna imbarcazione. Non è un caso quindi che l’autorizzazione della Procura abbia una durata di quattro giorni: fino a sabato 3 settembre compreso, la Porto Spa potrà lavorare quasi normalmente.

Da oggi intanto entra ufficialmente in vigore la “nuova concessione” assegnata dal Comitato Portuale alla Porto Spa per l’utilizzo della banchina Fiorillo. L’ha firmata lunedì scorso il commissario straordinario della Port Authority Francesco Messineo, scrivendo la parola fine su un percorso iniziato sei mesi fa, quando cioè la Spa aveva presentato domanda di concessione. La Porto, lo ricordiamo, aveva chiesto l’utilizzo ex articolo 18 della legge 84/94 ovvero “in esclusiva” di due banchine, la Fiorillo e la Taliercio (spazi che a partire degli anni novanta erano stati affidati alla Spa ex articolo 16, ovvero con un’autorizzazione che secondo la Procura, riguardava solo l’attività non la permanenza dei mezzi).

Il comitato com’è noto ne ha assegnata una sola, per la banchina di levante, perché – hanno spiegato sia il commissario Messineo che il sindaco Zubbani – gli attuali traffici della spa non sono sufficienti a giustificare l’utilizzo “24 ore su 24” di entrambi gli spazi. Sulla Taliercio dunque continuerà a vigere il regime di “banchina pubblica”, mentre da oggi la Fiorillo sarà gestita in esclusiva dalla Porto spa che potrà lasciarvi anche le attrezzature, senza l’incubo che scattino ancora i sigilli.

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