Il Tirreno

I sigilli restano ma qualcosa si muove

di Cinzia Chiappini
I sigilli restano ma qualcosa si muove

Ieri l’incontro del Comitato portuale. Intanto l’attività prosegue solo con autorizzazioni rilasciate dalla Procura

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CARRARA. Niente dissequestro, l’attività nello scalo apuano proseguirà anche oggi con autorizzazioni “mirate” rilasciate dalla Procura alle società che ne fanno richiesta, con tanto di elenco dettagliato dei mezzi da usare. Chi aveva sperato in una rimozione rapida dei sigilli, dovrà portare pazienza. Un caso esemplare è quello della nave attraccata alla banchina Tagliercio: il suo carico di bauxite sarà movimentato solo grazie a un’autorizzazione ad hoc e temporanea, concessa dalla Procura alla Porto Spa che nei giorni scorsi aveva presentato domanda secondo le indicazioni date sabato all’indomani dell’apposizione dei sigilli. Venerdì lo ricordiamo la procura aveva sequestrato tutti i mezzi posti sulle banchine del porto, ipotizzando il reato di occupazione abusiva: e questo perché le concessioni rilasciate agli operatori, ovvero alla Porto Spa, prevedevano sì la facoltà di effettuare attività sulle banchine ma non quella di lasciarvi, 24 ore su 24, i mezzi meccanici. Dopo un paio di giorni di fermo pressoché totale, qualcosa all’interno dello scalo ha iniziato a muoversi, nonostante i sigilli: ieri sono arrivati i crocieristi e oggi pomeriggio verrà movimentato un carico di bauxite. Il tutto grazie alle autorizzazioni “ad hoc” rilasciate dalla Procura. Per avere quella piena funzionalità dello scalo che hanno chiesto ieri i lavoratori in assemblea, si dovrà dunque attendere un provvedimento più ampio, ovvero la rimozione totale dei sigilli. Ieri pomeriggio, proprio mentre i lavoratori erano riuniti in assemblea, presso la sede della Port Authority si e’ tenuto un incontro del Comitato portuale, il primo dopo il provvedimento della Procura. «E’ stata una riunione informativa, abbiamo aggiornato tutti i membri sulle ultime vicende» ha spiegato il commissario straordinario Francesco Messineo. Nel corso dell’incontro non si è parlato però “solo” di sigilli: lo stesso Messineo ha “confermato” la formalizzazione della concessione ventenale alla Porto Spa per l’utilizzo ex articolo 18 della legge 84/94 della banchina Fiorillo. Una firma arrivata, come ha sottolineato lo stesso Messineo, dopo un dibattito durato sei mesi e ratificato da tre votazioni dello stesso Comitato Portuale. La concessione entrerà in vigore dal 1 settembre e consentirà alla spa di utilizzare in esclusiva la banchina, 24 ore su 24, senza cioè la necessità di spostare i mezzi a fine giornata lavorativa. Cosa che invece, secondo l’interpretazione che la Procura ha dato della stessa legge, non può accadere per le autorizzazioni ex articolo 16, come quella ancora in vigore sulla banchina Tagliercio. Sia il commissario Messineo, che il sindaco Angelo Zubbani avevano spiegato che la decisione del Comitato Portuale di negare a luglio la concessione ex articolo 16 anche per questo secondo attracco era motivata dal fatto che gli attuali traffici della Porto Spa, non giustificano l’assegnazione in esclusiva di due banchine. Sulla Tagliercio si prosegue dunque con il regime di banchina pubblica che ne apre l’utilizzo a più operatori ma che, dopo il sequestro di venerdì, li obbliga a rimuovere i mezzi a fine giornata. Anche per questo nel corso della riunione di ieri del Comitato, tra i temi “operativi” sul tavolo, c’è stato anche quello della “sistemazione” dei mezzi della banchina Tagliercio: il Comitato Portuale si è impegnato a trovare un’area idonea dove “parcheggiare” le attrezzatura, almeno quelle più piccoli perché a detta di tutti la movimentazione quotidiana delle mega gru è impensabile.

«Dobbiamo verificare se per le macchine più piccole si può trovare una soluzione che eviti di lasciarle in banchina» ha confermato Messineo. E come se presso la sede della Port Authority fossero arrivati gli echi dell’Assemblea dei lavoratori, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani ha parlato di una riunione in cui sono rimbalzate, forti e chiare, «tutte le preoccupazioni dei soggetti interessati al sequestro dei mezzi, dagli operatori ai lavoratori».

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