Sicurezza
Degrado e incuria: quello che non va nei cimiteri dimenticati
Interpellanza della Mencarelli: ascensori fermi, rifiuti ingombranti, container per le salme. E furti per gli scarsi controlli
MASSA. Ci sono vecchie scale in ferro, qualche mattone, scarti di cantiere, container. In una parola: c’è degrado. E c’è pure da protagonista.
E non sei finito in una vecchia fabbrica dismessa, in un angolo della periferia dimenticata, sei nel luogo in cui protagonista dovrebbe essere la dignità. Perché è la dignità che ti aspetti di trovare in un cimitero. E non è solo problema di erbacce nelle tombe abbandonate, nè di lavori che non si fanno perché i soldi non ci sono, ma una immagine complessiva di scarso decoro. I 5 Stelle quella immagine la combattono e la contestano: la consigliera Luana Mencarelli a Turano e Mirteto è andata di persona, accompagnata da alcuni attivisti, e di fronte al degrado, ha preso carta e penna e scritto un’interpellanza: chiede al sindaco e a Gabriele Carioli, assessore competente, di programmare interventi in tempi brevi. Lo fa elencando tutto quello che nei due cimiteri più grandi (non se la passano meglio quelli frazionali) proprio non va. E l’elenco è parecchio lungo: al primo posto ci sono le barriere architettoniche con ascensori rotti o che servono un’area, ma non altre. Così devi sperare che il loculo che ospita il tuo caro sia nel piano in cui l’ascensore fa sosta, altrimenti... scale e ancora scale e a volte pure sprovviste di strscia antiscivolo. «A Turano - spiega la Mencarelli - due ascensori non sono funzionanti, uno non è mai stato messo in condizioni di funzionare e l’altro da sempre funziona in maniera discontinua e ora è fermo da mesi, oltre a non essere dotato di allarme collegato con gli uffici». Ascensore part time, insomma. «A Mirteto - prosegue la consigliera - gli ascensori sono tre: due, di cui uno mai attivato, servono la parte nuova. E il terzo non funziona».
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A Mirteto ci sono anche parecchi problemi di sicurezza: «Il cimitero ha tre cancelli non controllabili per evidenti carenze di personale o di impianto di video sorveglianza». E il risultato - la consigliera tira le conclusioni - sono i continui furti anche all’interno degli uffici di Master: «La cassaforte non c’è e gli incasso dell’intera giornata viene ritirato la mattina seguente». Gioco facile per i ladri. Barriere architettoniche, controlli, ma anche inefficienza della struttura soprattutto per la mancanza di celle frigo in cui possano essere ospitate le salme in attesa di cremazione (con l’ospedale unico le richieste di cremazione sono aumentate). Le celle frigo - per proseguire l’elenco della Mencarelli - a Turano non ci sono e a Mirteto sono così poche che i container per accoglierle sono diventati 4 «per un costo annuo, in affitto, di 30.000 euro quando con 21.000 euro si acquista un container nuovo». Un costo e - insiste la pentastellata - un’offesa alla dignità del defunto e di chi lo piange.
Ma l’elenco prosegue: a Turano l’area retro cimiteriale è utilizzata come zona di «stoccaggio per rifiuti ingombranti, ben visibili dalla strada, le celle mancano e le salme restano nella sala del commiato ben oltre i 30 minuti concessi da Asl. I resti mortali vengono sistemati in una saletta chiusa anche per 3 giorni con conseguenti miasmi nauseabondi. A Turano la copertura del blocco centrale non è stata sostituita a regola d’arte con conseguenti allagamenti in caso di piogge, a Mirteto un intero campo è senza illuminazione perché non ha rete elettrica». La Mencarelli focalizza l’attenzione anche sulle prescrizioni della Soprintendenza che definisce le caratteristiche delle lapidi in marmo, prescrizioni «non rispettate, come non si curano le tombe storiche e nessuno provvede a togliere erbacce dalle tombe di chi non ha più pareti che se ne prendano cura».
Ora l’elenco è nelle mani dell’amministrazione che dovrà decidere se definire un programma di interventi e garantire il decoro dei due cimiteri.
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