Gioco
«Sono un tecnico ma mai visto niente di simile»
La sua vita, la sua storia è ad Arquata del Tronto. Lì è cresciuto, lì vive, lì ha le sue radici, i parenti, gli amici più cari. All’ombra della Apuane Osvaldo Buccuccia (in foto) viene spesso...
La sua vita, la sua storia è ad Arquata del Tronto. Lì è cresciuto, lì vive, lì ha le sue radici, i parenti, gli amici più cari. All’ombra della Apuane Osvaldo Buccuccia (in foto) viene spesso perché a Massa la sua famiglia si è trasferita: sua moglie, la dottoressa Elena Di Tommaso, ha aperto una farmacia, in via Pradaccio.
Ma nella notte terribile, quella in cui la terra non voleva smettere di tremare, Osvaldo era ad Arquata. E un terremoto così non lo aveva mai sentito lui che di terremoti ne ha sentiti tanti: geometra, lavora in protezione civile ad Ascoli. È stato anche nel pool che in Emilia, dopo il sisma, ha fatto analisi strutturali sugli edifici per stabilire quali fossero agibili. «Sono arrivato a Massa per tranquillizzare la mia famiglia - racconta - nonostante li avessi sentiti, avevano bisogno di vedermi per essere rassicurati. La mia casa e quella di mia madre sono inagibili, ma noi - la voce si fa bassa - siamo fortunati perché siamo sopravvissuti».
Sopravvissuti tutti e ancora tutti insieme: «Ho perso però amici carissimi, persone che con me sono cresciute e ho visto il terrore negli occhi di molti, soprattutto in quelli di mia madre e di tutte le persone anziane». Arquata, un paese che è comunità: «Ci conosciamo tutti e una volta raggiunto il campo sportivo, dopo la scossa, abbiamo immediatamente segnalato chi non c’era». È il paese che sa quando un figlio manca all’appello: «L’ultimo uomo estratto dalla macerie - la voce si ferma - era un mio coetaneo». Cresciuti insieme, divisi dal terremoto.
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