Il Tirreno

Scuola, il boom delle cattedre di sostegno

Saranno circa 240 i posti in deroga anche per docenti precari. E si attendono gli esiti del “concorsone”

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MASSA CARRARA. Quest'anno le scuole pubbliche della nostra provincia potranno contare su ben 240 posti di sostegno in deroga, così ripartiti: 39 alle materne, 62 alle elementari, 55 alle medie e 84 alle superiori. Si tratta di cattedre che verranno assegnate anche ai docenti precari, attingendo dalle singole graduatorie d'istituto. Inoltre, visto che il numero dei posti per l'insegnamento ai disabili è molto superiore a quello di coloro che risultano in possesso del relativo titolo abilitante, potranno essere chiamati come supplenti di sostegno anche molti docenti non abilitati. A comunicare la notizia, proveniente dall'Ufficio scolastico provinciale, sono Lucia Natali e Lalla Bassi della Cisl Scuola di Massa-Carrara. Intanto, si attende ancora di conoscere il numero di cattedre che torneranno alla provincia dal "concorsone" promosso dalla Buona scuola. La riforma dell'istruzione realizzata dal governo Renzi, infatti, prometteva 63mila posti a tempo indeterminato, da assegnare tramite concorso, su tutto il territorio nazionale (circa 4.500 in Toscana), dalle materne alle superiori. Ma i docenti che hanno superato le prove di selezione del Miur (dallo scritto all'orale) sono stati poco più di 40mila, a fronte di circa 180mila candidati. La conseguenza è che circa 20mila posti (oltre 2mila in Toscana) resteranno vacanti e dovranno essere nuovamente assegnati ai docenti precari. C'è poi anche la questione relativa ai ricorsi presentati da diversi insegnanti contro l'assegnazione agli ambiti territoriali. La notizia dei 240 posti di sostegno da assegnare in deroga, intanto, soddisferà di sicuro una parte dei docenti precari del territorio, che anche quest'anno potranno ottenere il tanto sospirato incarico di insegnamento, seppure a tempo determinato. Ma queste cattedre andranno soprattutto a migliorare la situazione in cui si trovano i molti alunni diversamente abili della nostra provincia, che nell'ultimo anno scolastico erano ben 599 su un totale di 24789 allievi (2,42%). La preoccupazione maggiore era per gli studenti delle superiori, che negli ultimi anni hanno subito tagli alle ore di sostegno. Occorre anche sottolineare che fino a poco tempo fa questo tipo di scuola poteva contare sugli operatori socio-educativi, gestiti dalla Provincia, i cui poteri oggi sono stati considerevolmente ridotti. Gli enti locali chiamati a colmare il vuoto lasciato da essa sono i Comuni, le cui risorse, purtroppo, risultano sempre più scarse. La situazione è stata affrontata meglio in Lunigiana, dove è presente la Società della salute, mentre nei Comuni di costa si sono registrate più difficoltà. (D.C.)

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