Attenzione
"Quella gru crollerà" ma intanto invecchia col Marble Hotel
La denuncia di un gruppo di cittadini è arrivata al Prefetto: "La situazione è pericolosa e quello è un albergo fantasma"
MARINA DI CARRARA. «Togliete quella gru al Marble Hotel: rischia di crollare».
A segnalare questo pericolo, che preoccupa i residenti di viale Galilei e strade limitrofe, sono alcuni cittadini, riuniti nel comitato "Delle cose giuste", i cui membri hanno scritto alle istituzioni affinché provvedano alla rimozione della gru che da anni si trova nell'area del Marble Hotel, iniziato nei pressi dell'uscita autostradale nel 1988, grazie agli 8 miliardi stanziati dal governo in occasione dei mondiali di calcio del 1990 e ad oggi incompiuto.
La denuncia. Il comitato si è rivolto al prefetto Giovanna Menghini, al sindaco Angelo Zubbani, alla questura, al comando dei vigili del fuoco, al comando provinciale dei carabinieri, alla protezione civile, nonché alla stampa, esprimendo tutta la sua preoccupazione riguardo al manufatto, abbandonato nell'area da quasi trent'anni.
Nell'esposto, protocollato in Comune, si legge: "Vorremo portavi a conoscenza che nei pressi dell'albergo fantasma Italia '90 esiste una gru montata da parecchi anni, piena di ruggine e di aspetto precario. Secondo noi il manufatto, in condizioni di tempo avverso, come possono essere le giornate ventose, rischia di cadere sulle abitazioni circostanti. Vi preghiamo quindi di fare smontare questa gru, per eliminare ogni situazione di pericolo per gli abitanti e le auto che ogni giorno escono dal casello autostradale".
Il Marble Hotel è il simbolo delle grandi incompiute del territorio. Nella sua area, oltre alla gigantesca gru, che troneggia in mezzo al cantiere, c'è ancora lo scheletro della struttura con ponteggi e vetri alle finestre ( lato mare). Eppure sulla carta (e dopo trent'anni ancora solo lì) le intenzioni erano delle migliori: 150 camere, 2 ristoranti, discoteche, aree benessere, una mega sala convegni, un parcheggio sotterraneo di oltre 3mila metri.
I nodi della questione. Uno dei nodi che impedirebbero l'ultimazione dell'albergo sarebbe la mancanza di una strada di accesso ed in particolare di una rotatoria, che dovrebbe realizzare la Salt, per rendere più agevole l'accesso al cantiere. Lo sblocco di quest'ultimo step era atteso per maggio 2015, ma a distanza di oltre un anno non è successo nulla. Lo scorso 27 ottobre il sindaco Zubbani, affrontando nuovamente l'argomento sulle pagine di questa testata, esordiva così: «Con la Versilhome della famiglia Piccinini, che mi risulta sia ancora la proprietaria del Marble Hotel, non ho più parlato da tempo». Una dichiarazione che la dice lunga sui rapporti fra il Comune e la proprietà del cantiere infinito.
Le origini. L'albergo, secondo i primi progettisti, doveva servire per ospitare i tifosi di Italia '90, anche se lo stadio nazionale più vicino era quello di Genova, distante più di 100 km. Il nome del Marble Hotel, inoltre, è legato all'omicidio dell'ingegner Alberto Dazzi, che ne era il direttore dei lavori. Il professionista fu ucciso da un'autobomba il 15 maggio 1991. La matrice del delitto, rimasto impunito, sembra riconducibile alle gesta della grande organizzazione malavitosa di importazione, presente sulla costa apuo-versiliese.
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