Il Tirreno

«Procedure legittime secondo il Ministero»

L’Associazione industriali: il comitato portuale ha applicato gli stessi criteri degli altri porti italiani

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CARRARA. «Le reazioni per il sequestro delle attrezzature in esercizio sulle banchine del porto di Marina di Carrara sono state comprensibilmente forti; ancora una volta, tuttavia, le polemiche costruite sui chiacchericci sembrano prevalere sulle preoccupazioni per quanto ne potrebbe conseguire per l'economia del porto e per quello che rappresenta per la nostra fragile comunità». Così l’AssoIndustriali sulla vicenda del porto. «Il continuo stillicidio di accuse infondate, di indagini al limite del verosimile, di imposizioni burocratiche e di vincoli di tutti i tipi sta alimentando tra tanti imprenditori che investono, lavorano, creano redditi e occupazione un senso sempre più forte di rassegnazione e sfiducia; è un grosso macigno sulla strada dello sviluppo nei prossimi anni - scrive l’associazione - Invece di attendere lo svolgimento delle indagini e i vari livelli di giudizio, ad ogni conferenza stampa della Procura della Repubblica cori di persone con scarsa conoscenza delle leggi e di problematiche specifiche si compiacciono nel sostenere che qui si opera con spirito predatorio ed in un clima di illegalità e di violazione delle leggi.

«Il caso delle banchine del porto di Marina di Carrara sotto questo punto di vista è emblematico - si spiega - Non occorre avere una memoria di ferro per ricordare in quale situazione versavano i porti italiani, e il nostro in particolare, prima della riforma Prandini del '94. Le politiche portuali sono decise nel Comitato Portuale dove siedono rappresentanti di Regione, Cciaa, Comuni, Provincia, Provveditorato lavori pubblici, Agenzia dogana, Capitaneria di Porto, associazioni, sindacati. Come si può immaginare che consessi del genere possano violare apertamente le norme. Il Comitato Portuale di Carrara ha applicato gli stessi criteri adottati negli altri italiani e la piena legittimità delle procedure (ancorché messa in dubbio dalla Procura) è stata confermata da recenti ispezioni del Ministero dei Trasporti. Le persone che in questi giorni puntano il dito contro il regime di semplice autorizzazione delle banchine di Marina di Carrara si sono poste la stessa domanda qualche settimana prima salendo sui traghetti per le isole negli altri porti italiani? Si sono chieste se per la gestione dei relativi servizi portuali erano state istruite gare europee? Invece di agitarsi dietro falsi teoremi, l'attività del Comitato Portuale degli ultimi anni dovrebbe essere giudicata per quanto ha fatto e sta cercando di fare in termini di razionalizzazione dello scalo, di costante incremento degli oneri concessori incassati, di progetti di dragaggio, di collegamenti con lo scalo ferroviario.

La ricchezza, il lavoro e il benessere di ogni territorio sono proporzionali agli investimenti ed al lavoro delle imprese che tutti gli attori, pubblici e privati, devono sostenere perché sono il vero motore di sviluppo per tutti. Gridare con superficialità, come si sta facendo, che nel territorio non si rispettano le leggi e demonizzare le imprese, oltre ad alimentare una immagine negativa e distorta, sono atti irresponsabili anche perché investire a Massa Carrara è già oggettivamente più difficile a causa della maggiore incidenza di vincoli e di procedure amministrative particolarmente complicate. In ogni caso, non è certo sulle ceneri delle inutili polemiche e del sentimento contro le nostre imprese che si costruisce il futuro, in primis quello delle giovani generazioni».

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