La manifestazione
L’ad Dello Iacono: chiederemo i danni
«Ci hanno sequestrato gru in aree già in concessione. Pagheremo agli operai le giornate perse»
CARRARA. «Bene la firma della concessione ma qui nessuno festeggia. Noi aspettiamo il dissequestro o un provvedimento che ci permetta di utilizzare i mezzi in modo ordinario»: l’amministratore delegato di Porto Spa Paolo Dello Iacono non lascia spazio all’entusiasmo e, anzi, nella giornata in cui il commissario dell’Autorità Portuale Francesco Messineo ha firmato la concessione che permette alla sua spa di utilizzare a pieno regime la banchina Fiorillo, annuncia il ricorso alle vie legali. «Sono stati sequestrati gru e carrelli che si trovavano in aree già in concessione, vedi quelli sul Città di Massa. Per questo chiederemo i danni e anche per le ripercussioni che questa vicenda avrà sulla nostra immagine. Operiamo a livello nazionale e questo sequestro avrà influenze negative anche altrove. I nostri avvocati sono già al lavoro» ha annunciato senza tanti giri di parole l’ad di Porto Spa. Dello Iacono parla di una «giornata difficile» perché a fronte dell’impegno della Procura a consentire la movimentazione delle merci in arrivo via mare, «ci sono attrezzature che servono per caricare e scaricare i camion e che oggi non abbiamo potuto utilizzare». Secondo l’ad, dunque, l’attività della Porto Spa rischia di rimanere «ingessata» fino al dissequestro. Quanto alla concessione “incassata” ieri, Dello Iacono raffredda gli animi: «La aspettavamo da aprile ma per l’inerzia di qualcuno, che ha tirato fuori le argomentazioni più disparate, abbiamo perso tempo e subito danni gravi».
L’amministratore delegato è un fiume in piena: «Noi di colpe non ne abbiamo. Era sufficiente chiedere. Paghiamo 800 mila euro all’anno e lo facciamo puntualmente, anzi in anticipo. La nuova concessione, quella firmata oggi, comporterà per noi una spesa maggiore di soli 30-40 mila euro. Li abbiamo già pagati a inizio agosto. Ma c’è voluta comunque la magistratura perché la situazione si sbloccasse» attacca ancora. L’ad poi rassicura i suoi dipendenti che oggi si riuniranno in assemblea permanente anche per chiedere garanzie sulle tre giornate di lavoro “saltate” a causa dei sigilli: «Non abbiamo mai tolto nulla ai nostri dipendenti. Pagheremo le tre giornate “perse” e poi chiederemo i danni a chi ce li ha arrecati» ribadisce Dello Iacono ricordando che, a garanzia delle concessioni, la Porto Spa ha depositato una fideiussione da 1 milione di euro. Cosa che, Nuovo Pignone a parte, nessuno in questo territorio è in grado di fare».
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