Il Tirreno

Il Pd vuole il sindaco «Serve una svolta»

di Aronne Angelici
Il Pd vuole il sindaco «Serve una svolta»

Il segretario Parrini alla Festa dell’Unità chiama a raccolta le correnti interne «Fondamentale arrivare a presentare una candidatura unica alla coalizione»

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CARRARA. Il monito al sindaco Angelo Zubbani era partito a giugno: serve un cambio di passo, diceva in sintesi il segretario del Pd Raffaele Parrini al nostro giornale, perché così non va, non basta. Domenica 28 agosto, festa dell’Unità a Battilana, Parrini va giù duro: «l’amministrazione comunale? In stallo».

E il Pd apre la campagna elettorale. «Il Pd si candida alla guida della città per superare questa situazione di stallo. Sono ormai dieci anni che il Partito democratico non ha la guida della città e questo è un elemento significativo che va messo dentro la valutazione che si farà con la coalizione rispetto alla costruzione del nuovo percorso. Soprattutto il Pd si candida alla guida della città perché , diciamolo in sintesi, abbiamo le idee chiare per uscire da queste situazione. La ricetta in tasca, insomma».

Sicurezza del territorio, patto di sviluppo per il marmo, ma anche meno tasse, un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole e uno per far ridare dignità agli edifici pubblici. E poi il porto e un’idea di sviluppo che punti molto sulla piccola e media impresa piuttosto che sul richiamo alle multinazionali.

Eh sì, Parrini lancia davvero la campagna elettorale. E nel campo avversario, di temibile, vede solo i Cinque Stelle. Quelli «che vogliono la chiusura delle cave e che ancora non hanno presentato un straccio di idea di sviluppo del territorio», dice il segretario accennando anche al «civismo distruttivo» di Claudia Bienaimè. Questi gli avversari per il Pd, il centrodestra non fa più paura.

Su alcuni degli ingredienti della ricetta dem per la città diremo poi. Prima la questione politica: in questi mesi il Pd si è distinto soprattutto - anche a livello nazionale - per l’alta litigiosità interna delle correnti. Anche in presenza di primarie. Cosa è cambiato, Parrini?

«E’ chiaro che la precondizione è che il partito si presenti in maniera compatta, con un unico candidato, all’appuntamento elettorale. In questi mesi qui a Carrara abbiamo lavorato molto sulla compattezza tanto che il nostro potrebbe essere anche un modello provinciale: sia in segreteria che in direzioni tutte le aree del partito sono rappresentate. E io sono convinto che la diversità sia una ricchezza e non un ostacolo. E’ ovvio che ancora questo non ha risolto tutti i complessi problemi che sono in campo ma sono convinto che la candidatura unica sia necessaria. Quali strumenti per vagliare i candidati? Le regole le deciderà l’assemblea del partito. Non possiamo certo chiuderci in maniera pregiudiziale al tema delle primarie perché saremmo in contrasto con lo statuto del partito ma subito una candidatura unica a mio avviso sarebbe auspicabile. Prima di tutto però viene l’accordo programmatico con la coalizione. Una coalizione che io vorrei più larga di quella di adesso, guardando anche alle istanze del civismo e provando ad riprendere il filo del dialogo con chi sta a sinistra del Pd. In ogni caso è necessario presentare alla coalizione un unico candidato a sindaco del Pd. Decideremo insieme se poi fare primarie di coalizione o semplicemente trovare un accordo unitario. In ogni caso non siamo disponibili a cartelli elettorali, il programma è fondamentale».

Questo il percorso politico che intende fare la segreteria del Pd carrarino. Sui temi del programma Parrini è chiaro.

«Prima questione, imprescindibile, la messa in sicurezza del territorio. Non possiamo andare in ansia ogni volta che c'è un temporale. In tempi rapidi, prima della fine dell’anno, dobbiamo avere i risultati definitivi dello studio di messa in sicurezza di tutto l’asse del Carrione. E sulla base di questo va presentato ai cittadini un piano articolato che indichi tempi e modalità di attuazione. Per noi non è sufficiente l'avvio, in questi giorni, dei lavori definitivi sull’argine crollato».

Il marmo poi. «Noi vogliamo dare un messaggio chiaro alla città: riteniamo che ci sia uno spazio, in un rapporto che possa essere virtuoso, fra il tema della produzione del lapideo e della sostenibilità ambientale. Il Pd si colloca in mezzo a chi pensa, come i Cinque stelle o ad un certo civismo distruttivo come quello di Claudia Bienaimè, che le cave debbano essere chiuse. Il settore produttivo è fondamentale per questa città ma bisogna dare una svolta nel senso della sostenibilità ambientale. E i costi della sostenibilità non possono ricadere tutti sulla città ma sulle imprese. Un patto nuovo dunque. Che tanto per cominciare deve vedere le imprese vedere ritirare i ricorsi in atto. Solo così si potrebbero subito liberare grandi risorse, quasi venti milioni di euro, per le opere necessarie alla città. E dall’attuale amministrazione mi aspetto, un minuto dopo la sentenza della Corte costituzionale sui beni estimati che venga portato in approvazione il nuovo regolamento degli agri marmiferi».

Il Pd, dice ancora Parrini, sempre sul tema della sicurezza, «vuole un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole e uno per il recupero degli edifici pubblici in degrado».

E il porto? «Serve una programmazione urbanistica aggiornata al nuovo quadro economico di riferimento. Immaginare oggi un raddoppio del porto commerciale ad esempio penso non sia prioritario. Così come non sono così prigioniero dell’idea che il porto turistico debba essere per forza realizzato a Levante. Oddio, io sono uno di quelli che pensa che il porto turistico ci voglia, ma dobbiamo capire che quella struttura debba essere al servizio di tutta la provincia. Con una precondizione: la messa in sicurezza del Carrione. Anche il tema degli ultimi 80 metri della lingua del Carrione è importante: finchè non avremo a disposizione lo studio ordinato dall’Autorità portuale, voglio aspettare prima di fare altri ragionamenti. Sviluppo sì ma compatibile dal punto di vista ambientale».

E di qui alle elezioni, segretario?

«Il bilancio: chiederemo al sindaco di approvare il bilancio entro dicembre. Un bilancio che dia segnali chiari di abbattimento del carico fiscale sulle famiglie della nostra città andando ad individuare quelli che sono gli elementi per noi prioritari, ovvero asili, mense, scuole materne e la possibilità di abbattere anche l’Irpef. Poi l’arredo urbano e portare a termine almeno l’apertura degli Animosi. Non faremo sconti a nessuno. Spero ci siano le condizioni per arrivare almeno alla variante del porto sul regolamento urbanistico e che all’interno di questa si possa dare un elemento chiarezza su Villa Ceci: chiudere definitivamente la discussione ,immaginandola come una invariante del piano strutturale, quell’area va preservata. Per sempre».

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