Gioco
I volontari apuani si prendono cura degli animali sfollati
MASSA CARRARA. «Come eroi. Quando passavamo con la nostra colonna degli aiuti per gli animali le macchine suonavano il clacson e i motociclisti ci facevano il loro tipico saluto. Non abbiamo fatto...
MASSA CARRARA. «Come eroi. Quando passavamo con la nostra colonna degli aiuti per gli animali le macchine suonavano il clacson e i motociclisti ci facevano il loro tipico saluto. Non abbiamo fatto molto ma il fatto che qualcuno si fosse attivato per portare viveri e medicinali agli animali, anche loro vittime del sisma, è stato molto apprezzato laggiù». Oltre 2 mila kg di materiale tra cibo per animali e presidi medico chirurgici. Materiale raccolto grazie alla bontà degli apuani, «impressionante la mole di donazioni che abbiamo ricevuto». A parlare è Claudio Simonini, presidente della Croce Oro Massa e Carrara.
Tra gli unici in Italia ad essersi attivati per le scorte di tipo veterinario, la colonna apuana ha destano stima e ammirazione nelle zone colpite dal sisma. Attrezzati come potevano, i nostri volontari sapevano bene che il materiale donato era tanto, e che erano diretti in aree rurali, abitate da mucche, pecore, cani si, ma cani per il pascolo; per questo, per non sprecare aiuti essenziali, si erano precedentemente coordinato con il personale dell'azienda sanitaria veterinaria di Rieti cui hanno consegnato i loro carichi.
Sulla colonna mobile è salito anche Davide Verona della clinica veterinaria Malaspina: «Ho chiesto di potermi aggiungere nel caso servisse il mio supporto medico ma ero disposto anche solo a scaricare pancali come ho fatto. Un’esperienza incredibile. Una sera mi si è avvicinato un ragazzo che era stato tutto il giorno a scavare e mi ha detto: “Oggi mi sono reso conto quanto pesa un morto”. Non si riferiva solo al peso del corpo del defunto...»
La colonna ha fatto rientro a Massa domenica scorsa a notte fonda: «Ora non servivamo lì» dice Simonini e “lì” non è ad Amatrice: i volontari si sono fermati 10 chilometri prima. Per scelta. «Non volevamo ostacolare i soccorsi - spiega ancora i- la zona colpita non è l'Aquila, stiamo parlando di frazioni alcune abitate da 12 persone, i soccorritori sono tanti e riconosciamo il paradosso che sta vivendo quella gente: loro saranno 2 mila circa, volontari e soccorritori sono il triplo, forse il quadruplo. Non che la loro presenza non sia infinitamente utile, ma non dovrebbero esserci bocce da sfamare non strettamente necessarie». La critica del presidente non è verso gli uomini e le donne che a mani nude da giorni e giorni sono impegnati senza sosta, senza sentir fatica a tirare fuori i superstiti dalla macerie o ad organizzare le tende contro il tempo per evitare che il clima pazzo settembrino li sorprenda impreparati, e critica non è neppure il termine appropriato, ma si raccomanda: stop all' invio indiscriminato di beni e viveri, stop alle partenze selvagge, «Soprattutto stop a chi va ad Amatrice soltanto per dire io c'ero».
Giulia Rafanelli
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