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Ditta Costa, la mobilità per 50 operai

Ditta Costa, la mobilità per 50 operai

La Provincia non firma la proroga dell’attività e i gestori decidono di chiudere. In sindacati: «Una situazione delicata»

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ALBIANO MAGRA. Alla fine la notizia più temuta dagli operai della ditta Costa è arrivata. E quella parola, chiusura, sta per passare dal mondo degli incubi alla realtà. Infatti, la Provincia di Massa Carrara non firmerà la proroga all'esercizio dell'attività per l'azienda che lavora rifiuti ad Albiano Magra da 20 anni, colpita dal secondo incendio in meno di 10 mesi domenica 31 luglio e la cui attività lavorativa è attualmente fortemente ridotta a causa del rogo, essendo limitata alla movimentazione di rifiuti ingombranti e vetro nei piazzali.

Ma anche questa flebile attività sembra destinata a cessare, visto che la proprietà dovrebbe mettere in mobilità i dipendenti a seguito della decisione della Provincia. Messa in mobilità che, come è noto, fa seguito a una lettera di licenziamento collettivo che verrà recapitata ai lavoratori. La decisione è emersa dal tavolo in prefettura di ieri mattina a Massa, a cui hanno partecipato il presidente della Provincia di Massa Carrara, Ugo Malatesta, accompagnato dal proprio dirigente, il dottor Stefano Michela; la Fit/Cisl, con i sindacalisti Guerrino Baldi, Linda Donati, Luca Mannini e Mauro Uberti; la proprietà della ditta Costa, rappresentata da Maria Luisa Botto, moglie di Mauro Costa.

A determinare la decisione della Provincia sarebbe stato anche il rogo di domenica 31 luglio, come spiega il segretario del presidio Fit/Cisl Massa Carrara, Luca Mannini, raggiunto telefonicamente "a caldo" subito dopo la conclusione del tavolo. Ed è un Mannini comprensibilmente deluso: «È andata male, anzi malissimo. La Provincia ci ha detto che non firmerà la proroga e ci chiediamo che cosa può essere cambiato, visto che la proroga è sempre stata concessa. Quindi, l'azienda ha dichiarato che metterà in atto le procedure per la messa in mobilità dei cinquanta lavoratori, con tutto quello che ne consegue. Ora vedremo il da farsi a livello di mobilitazione e, comunque, ci aspetta il tavolo istituzionale che è stato promesso dalla Regione Toscana per i primi giorni di settembre, che dovrebbe vedervi seduti attorno datore di lavoro, sindacati e istituzioni».

Lapidario e senza sconti, invece, è il commento del segretario della Cisl Lunigiana, Mauro Uberti: «Puntavamo molto sulla firma della proroga, ma la politica ha deciso la chiusura della ditta Costa». Una notizia, quella della chiusura della ditta Costa, che non può essere presa diversamente sul versante dei lavoratori e dei sindacati. Sicuramente ben diverso sarà il clima dalla parte dei cittadini albianesi in lotta da anni contro l'azienda, del quale veniva chiesta la chiusura soprattutto a seguito degli ultimi due roghi. Ora la chiusura sta per diventare realtà. Mentre le indagini dei carabinieri e della procura sul rogo proseguono senza grandi novità.

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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