Sicurezza
Cava Fornace, classificazione fa ancora arrabbiare i Paladini
Si torna a discutere del progetto bocciato più di dieci anni fa dal ministero Colacicco: «Passa il tempo ma i problemi che riaffiorano sono sempre gli stessi»
MONTIGNOSO. Un progetto bocciato più di dieci anni fa dal ministero dell'Ambiente, che rientra dalla finestra. È quello della classificazione di cava Fornace, gestita dalla Programma Ambiente Apuane chiede di abolire la limitazione a conferire il 70% di marmettola e inerti contro il 30% di altri rifiuti speciali non pericolosi e Rca, modifiche nella gestione del conferimento dell'amianto , annullamento dell'esclusione dei fanghi di dragaggio di provenienza marina. Una vicenda che sembrava essere risolta, ma che invece riaffiora di tanto in tanto, con cadenze regolari. E preoccupa non poco un po’ tutti, soprattutto chi vorrebbe quel progetto chiuso dentro un cassetto per sempre. E che è pronto a dissotterrare l’ascia di guerra che aveva abbandonato quando da Roma era arrivato l’atteso no.
A rispolverare il passato è Orietta Colacicco, presidentessa dei Paladini Apuoversiliesi, associazione che dal 1999 si occupa di tutela ambientale e di valorizzazione culturale del territorio. «Passano gli anni e riaffiorano gli stessi problemi, gli stessi progetti bocciati dal ministero dell'Ambiente e da diverse istituzioni - commenta - fuoriescono per magia da un cilindro magico. Si gioca sulla memoria? Si pensa che ormai siamo tutti invecchiati e malati di Alzheimer?». Una storia che si ripete per i Paladini. Anche lo scorso anno l'associazione si era mobilitata contro l'ampliamento del porto di Carrara, ricordando che un progetto identico era stato già presento anni prima e già anche bocciato.
«Sulla Fornace - commenta Colacicco - si sono scritti dal 2003 fiumi di inchiostro, si sono contattate e si sono esposte le istituzioni, in gran parte sfavorevoli al conferimento di rifiuti a base di amianto. Prove, controprove, appello alle nuove tecnologie per cui l'interramento non sarebbe più così pericoloso. Ma è quel così che non sta in piedi, perché il terreno è carsico, cioè è friabile. Ma la domanda è: che senso ha una discarica dove, se passasse l'idea di poter conferire anche questo tipo di rifiuti, arriverebbero da mezza Italia una valanga di rifiuti a base di amianto, con la vocazione vera della costa apuoversiliese?».
La presidentessa dell'associazione critica anche il progetto dell'ampliamento del porto del Cinquale «con due altre darsene, di cui una a secco - fa sapere - così abbattiamo qual poco di verde rimasto, cementifichiamo ulteriormente e appestiamo l'aria di odori per le lavorazioni e le riparazioni delle barche (vernici, catrame). Poi i topi, già ce ne sono troppi, costruiranno la loro nazione. I paladini non ci stanno - continua - l'erosione è già fin troppo evidente: con l'ampliamento del porto di Carrara, in poco tempo aumenterebbe a dismisura, e va ricordato questo progetto a suo tempo fu bocciato, con le nuove darsena a Cinquale è tutto da vedere che cosa succederebbe per l'erosione, per certo, specie per la darsena a terra si avrebbe un bel porto dormitorio, che non produce indotto». Insomma, il concetto è chiaro.
Melania Carnevali
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